Renzi…si o no?

E’ difficile esprimere un giudizio su Renzi, su quello che è stato il suo governo ed ora sul suo ritorno da segretario PD.Partiamo dal Governo Renzi. E’ stato sicuramente un Governo che ha avuto un’attenzione al sociale: è stato creato il fondo contro la povertà, approvata la legge sul dopo di noi che consente ai genitori di figli disabili di poter costruire un futuro ai propri figli per quando loro non ci sono più, sono stati esentati i figli di famiglie povere dal pagamento delle tasse universitarie.
E’ stato istituito prima il Sia, ovvero l’inclusione attiva per le famiglie disagiate, ed ora il reddito di inclusione, per sostenere le famiglie in difficoltà.
Anche su alcuni temi del lavoro si è vista la matrice di sinistra: è stata eliminata la vergogna delle dimissioni in bianco ed approvata una ottima legge contro il caporalato.
E’ stata approvata la legge sulle Unioni Civili, un tema sicuramente di sinistra.
Così come vi è stato un recupero, rispetto ai governi precedenti, sull’evasione fiscale.
La battaglia per la costituzione di un organo come l’Anac, per contrastare la corruzione.
Qualcosa di sinistra, per dirla con la frase tanto cara a D’Alema, Renzi l’ha fatto.
Certo, per andare dietro al consenso ha fatto anche azioni tipiche della destra come l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa, togliendola a tutti, poveri ma soprattutto ricchi ed ugualmente con i numerosi bonus concessi non c’è stata mai una distinzione nel reddito, ed in questo modo viene meno la progressività e la giustizia sociale.
Questo sicuramente non è di sinistra.
Oppure è andato ad intaccare un simbolo come l’articolo 18, già colpito dal Governo Monti, provocando una rottura insanabile con il sindacati. Più sul principio, probabilmente, che sul merito, ma questo poco importa perchè l’assenza di dialogo in questa situazione è stata marcata ed evidente.
Così come l’attenzione che è stata dedicata alla ripresa economica, per favorire la ripresa occupazione, è stata insufficiente.
Se non di sinistra, ma sicuramente progressista, poteva intendersi la mancata riforma costituzionale: eliminazione del CNEL e delle province, fiducia solo dalla Camera e Senato consultivo per enti locali: sarebbe stato un passo in avanti, forse da migliorare e ritoccare, ma la riforma costituzionale evitava il pantano in cui rischiamo di ripiombare alle prossime elezioni.
Jobs Act: l’ammodernamento del sistema lavoro che teoricamente poteva essere legittimo, è sembrato in alcuni tratti più uno smembramento che un nuovo telaio su cui poggiare i nuovi pilastri. Il costo del lavoro non è solo sceso, ma è stato praticamente abbattuto accompagnando licenziamenti, tagli ai diritti e lavoro sempre più malretribuito. Inoltre agli investimenti statali per le imprese non hanno fatto seguito stabilizzazioni o piani reali di investimenti.
Siamo in una situazione delicata, con una crisi economica sempre presente, un forte disagio sociale ed un’immigrazione che crea inquietudine ed insicurezza.
Vorrei ritrovarmi in un Partito che metta al primo posto il lavoro e la sanità, si concentri sui bisogni delle famiglie e torni a parlare di difesa dell’ambiente ma anche di tagli alle spese militari: una questione oramai da noi completamente abbandonata.
Così come sul referendum delle trivelle della primavera del 2016, per quanto complesso, è stato imbarazzante non trovarsi dalla stessa parte di WWF, Legambiente e Greenpeace.
C’è tanto malcontento ed in questo contesto può trovare spazio l’alternativa “grillina” con le sue ricette vaghe, i mille No e le prospettive di “decrescita felice” o addirittura far rinascere la destra che si fonda sugli spot leghisti o populisti. In Italia abbiamo una dorsale dell’anti-politica, della protesta e del malessere sociale che abbraccia mondi lontani e diversi da Nord a Sud, uniti da un senso di insofferenza e di rivolta contro il vecchio assetto e contro la politica in generale, tutta, indistinta.
In questi anni la politica non ha difeso i valori della gente, ha cercato il potere e non il consenso, ha cercato le compagnie importanti dimenticando i disagiati, gli esclusi, gli ultimi.
Renzi Ha giocato con la destra come il gatto con il topo per poi scoprire che nel paese del fascismo non esiste una destra moderata, ma c’è la barbarie. Ha spostato troppo l’asse della sua azione di governo dimenticando le ragioni di quell’ala protettrice di diritti e valori umani e sociali, prestando il fianco al popolismo più becero.
Inoltre successivamente alla bocciatura del 4 dicembre, Renzi ha sbagliato nella forma e nella sostanza.
L’arroganza in politica non paga ed anche le recenti amministrative lo testimoniano.
Dopo il referendum si è assistiti solo ad una rivalsa verso quella parte del Partito che, seppur sbagliando nei modi, aveva votato no al referendum.
E’ mancata la qualità principale che deve avere un segretario: il dialogo.
La capacità di fare sintesi.
Le ultime dichiarazioni e lo scontro con Prodi, infine, evidenziano la totale insofferenza verso qualsiasi critica. 
Oggi più che mai serve un ponte con la sinistra ed occorre tornare a parlare di centrosinistra. Il PD ha perso la sua spinta propulsiva, da solo non ce la fa e deve tornare ad allearsi, per contrastare la destra e Grillo. 
Deve tornare al dialogo ed ai programmi.  
La speranza ancora c’è…ma occorre cambiare rotta…magari ipotizzando primarie di coalizione per individuare il candidato premier. 

(Gianpio Sarracco).

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