Direzione Provinciale PD, l’intervento del Sindaco Gianpio Sarracco

foto29Si è conclusa ieri, Lunedì 17 Luglio, la direzione provinciale del PD di Frosinone con all’ordine del giorno l’analisi delle amministrative. Un dibattito molto partecipato, venticinque interventi per sei ore di discussione (la riunione era cominciata lunedì scorso, poi aggiornata). Non sono mancati attacchi e toni aspri, in particolare negli interventi di Francesco De Angelis, Lucio Fiordaliso, Giuseppe Saracino. Interventi duri su tematiche più specificamente territoriali o locali di Giulio Conti (Ceccano), Norberto Venturi e Michele Marini (Frosinone). Riportiamo di seguito l’intervento del Sindaco e dirigente provinciale PD Gianpio Sarracco.

Il campanello di allarme, simile più ad una sirena che preannunciava un bombardamento, che abbiamo ricevuto alle ammistrative 2016 non è stato pienamente recepito. Ed infatti è arrivata la sberla del referendum. Nemmeno quello è stato recepito in pieno. Ora è arrivato un altro schiaffo, quello delle amministrative 2017. E qui a Frosinone si è trattato di un pugno in faccia.
A livello nazionale l’atteggiamento autosufficiente rischia di trasformarsi in autolesionista: abbiamo vissuto una fase dolorosa in maniera indolore, con l’uscita di pezzi storici del Partito avvenuta nell’indifferenza, anzi per qualcuno è stato un senso di liberazione. E’ chiaro che qualcosa non va. A livello di partito occorre capire che chi dissente non ha sempre la lebbra e tornare a comprendere, dai vertici nazionali a quelli locali, che omogeneo non significa più forte: perché l’omogeneità del pensiero non è un valore, in un partito. Se poi l’omogeneità diventa omologazione, è peggio ancora.
Dal punto di vista sociale soffriamo molto la crisi economica, il ceto medio è sempre in maggiore difficoltà, noi non siamo stati in grado di intercettare questo disagio, di dare risposte credibili. Credo che si è rotto il nostro rapporto con i ceti deboli abbiamo sbagliato qualcosa e ne dobbiamo quanto meno discutere.
Gli ultimi sondaggi danno il Pd sotto la soglia psicologica del 30%. È in questo clima che è rispuntata l’idea di ritoccare il simbolo. Democratici e basta. Come il partito di Barack Obama. Per segnare l’inizio di una fase nuova, più movimentista, la chiusura definitiva con il partito novecentesco.
Ben venga l’idea di progressismo e modernità, ma non credo che i problemi del PD siano solo nel simbolo e nel nome Partito.
L’assenza di dialogo all’interno ed all’esterno ed i continui litigi hanno fatto si che su alcune questioni mediaticamente siamo usciti distrutti: sull’articolo 18, sull’immigrazione, sulla legittima difesa, sulle banche. Parlando con una pensionata che grazie al PD avrà la quattordicesima sulla pensione minima, la sua risposta è stata a noi fate l’elemosina e alle banche date i miliardi. Il Pd viene visto come il partito dei potenti e delle banche. Questo è il vero problema sul quale interrogarci: come mai il popolo non ha più fiducia in noi.
La riforma del lavoro, in sè legittima e teoricamente pensata per rilanciare l’economia e l’occupazione, ha finito solo per ritoccare al ribasso salari e condizioni per i lavoratori.
La frase di Fiordaliso ” non posso fare nessuna iniziativa anche la più lodevole, con il simbolo del pd” è una frase drammaticamente vera.
Sicuramente quel che appare è che il PD non ha una linea programmatica chiara: dobbiamo tornare ad essere il Partito della difesa dell’ambiente, del lavoro, della sanità e della spesa pubblica, degli ultimi.
Inoltre successivamente alla bocciatura del 4 dicembre, Renzi ha sbagliato nella forma e nella sostanza.
Dopo il referendum si è assistiti solo ad una rivalsa verso quella parte del Partito che, seppur sbagliando nei modi, aveva votato no al referendum.
Le ultime dichiarazioni e lo scontro con Prodi, infine, evidenziano la totale insofferenza verso qualsiasi critica.
Oggi più che mai serve un ponte con la sinistra ed occorre tornare a parlare di centrosinistra. Il PD ha perso la sua spinta propulsiva, da solo non ce la fa e deve tornare ad allearsi, per contrastare la destra e Grillo.
Piccoli Comuni: che fine ha fatto la legge Realacci per destinard risorse ai piccoli comuni?
Per i piccoli Comuni era previsto uno specifico stanziamento di 100 milioni di euro per il periodo 2017-2023.
Inoltre, serve una sostanziale riduzione dei vincoli e della burocrazia per i comuni: l’ordinamento costruito negli ultimi 15 anni è paranoico.
Lo diceva Alfieri la settimana scorsa: oggi chi è al governo di una città parte svantaggiato, non è più come prima. Perchè a differenza di prima non ha gli strumenti per poter dare risposte.
SAF: concordo con Alfieri, l’assemblea dei sindaci sulla Saf ha ottenuto un ottimo risultato: io sono stato tra i sindaci che si è battuto per modificare le norme contrattuali e per dire no ai rifiuti di Roma.
Regione Lazio: siamo ancora in attesa del Commissariamento delle comunità montane, previsto per il 10 Gennaio 2017. Siamo a Luglio e non se ne parla proprio più. Non ci meraviglia che poi la XV comunità montana organizza un convegno sull’emergenza cinghiali sparando a zero sulla Regione e su Zingaretti: ce lo meritiamo. Sorprende, invece, che al tiro al bersaglio partecipi anche la Provincia.
Non dimentichiamo dove stava la Regione Lazio nel 2012, con gli scandali Fiorito e Polverini, il super debito sulla sanità e le feste con le facce di maiale.
Zingaretti non potrà vantare le opere infrastrutturali realizzate con Marrazzo nella sua legislatura, ma può vantare ottimi risultati di governo nell’ambiente, nel cinema, nella cultura e soprattutto nel risanamento dei conti della sanità.
Alcune proposte per la segreteria:
Creiamo un Forum permanente degli amministratori per mettere insieme le nostre esperienze, valorizzarle, anche per aiutare tutti gli altri nostri amministratori.
Creiamo un gruppo di lavoro continuo di persone che vogliono mettere la propria professionalità a disposizione del partito.
Svolgiamo in diretta streaming la direzione provinciale: ho una proposta di una associazione che potrebbe garantirlo a fronte di un rimborso spese a seduta.
Discutiamo del tema dell’immigrazione, che è un tema sentito dalla nostra gente.
PD di Frosinone. La sconfitta di Frosinone, che arriva dopo quelle non meno dure di Cassino e Sora, necessitano di un confronto duro. Se è vero che la colpa non può ricadere solo sul PD provinciale, è anche vero che non possiamo dire che è esente da colpe.
Senza contare che tanti iscritti, militanti ed amministratori del PD o vicini al Partito ipocritamente hanno fatto campagna elettorale per Ottaviani. A loro qualcuno chiederà conto?
Tre anni fa abbiamo celebrato un congresso dove nessuno si è scandalizzato dell’unica cosa sulla quale dovevamo effettivamente scandalizzarci: la forte e marcata presenza delle componenti. I due candidati segretari avevano entrambi due liste a sostegno.
Molti ci vedono come bande organizzate tutte prese nel proprio recinto e con le proprie bandiere, le correnti anzichè essere una risorsa sono state la debolezza stessa del Partito.
Bene la conferenza programmatica proposta da pensare democratico, ma nell’analisi del partito andiamo fino in fondo.
Vogliamo continuare a litigare ma nel frattempo non vogliamo cambiare nulla, continuando questo antico gioco delle parti che alla fine fa un po’ comodo a tutti? Qualcuno ha fatto notare: serve un congresso per cambiare il segretario, io non sono d’accordo. Serve molto di più: bisogna cambiare la nostra prospettiva. La vera questione è: fino a che punto siamo pronti a rinnovarci al nostro interno? fino a che punto vogliamo spingerci per individuare una nuova e competente classe dirigente? Fino a che punto vogliamo cambiare le nostre logiche? Se per far questo occorre il congresso, facciamolo. Ma che sia libero dalle tattiche delle correnti. Altrimenti è inutile. La passione vista in questa discussione ci fa ben sperare.

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