Le difficoltà dei comuni, gli appelli al Parlamento e al Governo.

Dal sito Anci.it

“L’auspicio che rivolgiamo al governo è di riconsiderare la situazione degli enti locali in particolare sul versante della spesa corrente. Va in questo senso la richiesta di allungare i tempi per la copertura del fondo crediti di dubbia esigibilità. Di certo, il superamento parziale del patto di stabilità negli ultimi anni è un fatto molto importante per gli investimenti, ma va accompagnato anche dalla possibilità di avere in piena efficienza i beni che appartengono al patrimonio dei Comuni”. Lo sostiene il sindaco di Pavia, Massimo Depaoli, parlando al termine dell’evento che ha riunito oggi circa 600 sindaci nell’Aula di Montecitorio, in vista dell’approvazione della legge di bilancio.
“Quello di cui i Comuni hanno bisogno in modo improrogabile – aggiunge il sindaco di Bagnoregio, Francesco Bigiotti – è un po’ più di elasticità: troppi i vincoli odiosi a cui dobbiamo sottostare, a partire dalle limitazioni sul personale. Nel mio Comune – spiega – riusciamo a vivere quasi in modo indipendente, grazie al turismo e alle entrate extratributarie, e siamo il Comune con la minore pressione fiscale, visto che abbiamo abolito tutte le tasse. Saremmo pronti e avremmo le risorse per assumere almeno 20 risorse in più nel settore dei servizi, ma le attuali norme ci impongono invece di rivolgerci all’esterno, spendendo di più e dando lavoro a meno persone”.
Matilde Casa, sindaco di Lauriano impegnata nella lotta al consumo del suolo, chiosa ricordando che “il Governo ci ha rassicurato, facendoci sapere che l’intenzione è quella di aiutarci e di sostenere anche i piccoli Comuni che rappresentano una risorsa per il paese. Adesso però aspettiamo di vedere effettivamente che queste parole siano messe in pratica”.

“Il Governo e il Parlamento siano audaci nel redigere questa finanziaria e ripongano in noi la loro fiducia perché abbiamo sempre dimostrato oculatezza nella spesa. Solo così si consentirà al Paese di ripartire e ai Comuni di ritornare ad essere protagonisti del rilancio economico”. E’ l’appello che lancia il vicepresidente vicario dell’Anci e sindaco di Valdengo, Roberto Pella, al termine dell’incontro di oggi nell’Aula di Montecitorio tra 600 sindaci e la presidente della Camera Laura Boldrini.

Gli effetti concreti di un mancato intervento anche in termini di spesa corrente vengono esposti da alcuni degli altri sindaci presenti oggi alla Camera: il primo cittadino di Roccofreno, Raffaele Veneziani, ricorda che “nel mio Comune di 12 mila abitanti il solo rinnovo del contratto del pubblico impiego peserà per 50 mila euro che peseranno sulle tasche dei cittadini se lo Stato centrale non ci aiuterà”, mentre il sindaco di Sassari Nicola Sanna annuncia la volontà di “non rispettare il vincolo sull’accantonamento del fondo crediti di dubbia esigibilità se non vi sarà un intervento mitigatore: non posso rinunciare alla mensa per i bambini nelle scuole o all’assistenza domiciliare agli anziani”.
Anita Pili, sindaco di Siamaggiore, rileva infine l’urgenza di risorse “per la protezione civile e per gli interventi contro il rischio idrogeologico: si tratta di risorse vitali per i Comuni come il nostro, visto che la regola del pareggio di bilancio non ci consente di utilizzare gli avanzi di amministrazione”.

“Oggi grazie all’apporto di tanti sindaci nella Commissione Finanza locale abbiamo preso in esame le non poche difficoltà che si presentano all’orizzonte di un 2018 che può rappresentare per i Comuni d’Italia un anno terribile. Un miliardo in meno complessivamente sarà presente nei nostri bilanci a meno che il lavoro, anche dell’Anci, non produca l’accoglimento di una serie di emendamenti alla manovra di cui abbiamo estremo bisogno. Un emendamento che sostenga i Comuni che dovranno finanziare con almeno 600 milioni il rinnovo contrattuale, un altro che diminuisca la progressione del Fondo crediti dubbia esigibilità che rischia di sottrarre un’ulteriore e consistente somma ai nostri bilanci”. Così il sindaco di Ascoli Piceno e delegato Anci alla Finanza locale, Guido Castelli, al termine della Commissione Finanza locale dell’Anci riunitasi questo pomeriggio presso la sede dell’Associazione, nel corso della quale sono stati presi in esame il pacchetto di emendamenti che l’Anci ha proposto all’attenzione del Parlamento e del Governo: dall’adeguamento dei contratti del pubblico impiego al Fondo sui crediti di dubbia esigibilità, dalla perequazione alla riorganizzazione della fiscalità comunale.

“Siamo in una condizione drammatica per quanto riguarda le spese correnti – ha proseguito Bianco – a causa di un complesso di norme che rendono difficilissimo ai Comuni trovare le risorse necessarie per assicurare l’ordinaria amministrazione. Mentre abbiamo risorse, talvolta importanti, per spese di investimento, la condizione drammatica riguarda la vita di ogni giorno delle città e dei comuni italiani”.
Per questo, “l’Anci – ha ribadito Bianco – ha formulato richieste per allentare la pressione e per questo chiediamo con forza un incontro con il presidente del Consiglio”.

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