Ricordo di Roberto Coratti

Nell’ultimo consiglio comunale, l’assise ha ricordato Roberto Coratti, l’operaio che nel Giugno 2015 è morto sul lavoro nello Stabilimento Militare Propellenti. Il figlio Valerio Coratti ha inviato una toccante lettera al Sindaco, per ricordare il padre scomparso ma anche per portare l’attenzione sulle morti bianche e sulla sicurezza sul lavoro.

ERA MIO PADRE
Ci sono quei giorni che non dimenticherai mai nella gioia ma, soprattutto nel dolore. sono passati due anni da quando mio padre, l’eroe per qualsiasi figlio, non c’è più ed è immensamente doloroso ogni pensiero che riporti a lui.
Quella mattina io me la ricordo bene, ero a lavoro, quel lavoro per cui il mio papà aveva fatto sacrifici prima per permettermi di studiare e poi per stare accanto al proprio figlio che lavorava lontano da casa e che vedeva 4-5 volte in un anno. mio padre era emozionato il giorno della laurea, era orgoglioso quando gli dissi che avevo scelto di andarmene a Firenze per motivi lavorativi, era arrabbiato quando gli dissi di darmi una mano nel primo periodo post-laurea quando, si sa, nessuno ti paga; era arrabbiato perchè gli chiesi un ultimo piacere, quello di aiutarmi ancora un pò, alzò la voce papà dicendomi che “un padre per un figlio c’è sempre e non fa cose per piacere ma per affetto e amore”.
E’ incredibile poi come il destino si renda beffardo, imprevedibile e catastroficamente realistico.
Quella mattina si rideva e si scherzava, dovevo chiamare papà, non ricordo per quale motivo, ci fu un’urgenza e procrastinai la telefonata al primo pomeriggio.
Mi arrivò una telefonata da parenti che erano a perugia per motivi lavorativi, mi presero le chiavi della macchina, mi abbracciarono ma non capivo e mi caricarono in macchina.
Mi dissero che papà aveva avuto un malore e che dovevo tornare a casa.
Ero tanto legato a mio padre quindi rimasi di ghiaccio; durante il viaggio di ritorno vedevo che qualcosa non andava, 295 km di angoscia e paura, c’era qualcosa in me che non mi faceva star tranquillo.
Gli sguardi dei miei parenti che si guardavano ma non parlavano, e lì i pensieri e la speranza. sembrano contrastanti ma si fusero insieme in quelle 2 ore di viaggio: da un lato pensavo alla gravità della cosa tale da spingere qualcuno ad arrivare a perugia per recuperarmi, dall’altro l’angoscia e la speranza che mi faceva pensare: “papà aspettami voglio almeno salutarti”; questa era la parte più pesante da accettare che io scacciavo appena si faceva largo nella mia mente. poi a pochi metri da casa, seppi tutto.
Rientrai a casa non so chi c’era, chi non c’era, non ricordo i volti dei miei parenti.
La sera uscii a prendere una boccata d’aria, successe qualcosa talmente buffa che tornando a casa dissi: “ora la dico a papà però è tardi gliela dico domani mattina appena mi sveglio, ci rideremo un pò su”, poi arrivò quella cappa nera, pesante, che mi riportò alla realtà e che mi fece prendere atto del fatto che non avrei più potuto vederlo all’indomani, non avrei più scherzato con lui, difficile da accettare. mi ero ripromesso a me stesso di non volerlo rivedere per l’ultima volta; tante volte ho pensato a come avrei reagito nel momento in cui avessi perso il mio angelo, mi rispondevo semplicemente “spero possa essere molto tardi e che io abbia la maturità necessaria per affrontare la cosa”: mai più bugia di questa….quando è mancato papà, maturo o non maturo, mi manca ogni giorno che passa; poi lo rividi e quell’immagine mi torturò ogni giorno, ogni ora per tre interminabili mesi, pensavo a mio padre ma la prima immagine che avevo erà del suo corpo esanime, del suo volto, dei suoi capelli del suo aspetto….fa male, faceva tanto male, mai avrei immaginato di poterlo vedere in quella situazione all’improvviso, difficile da accettare. passai 49 giorni a casa nell’oblio più completo, passarono senza che io ricominciassi a mordere la vita, non volevo ero stanco, volevo solo una cosa: andarmene da lui.
Quando decisi che in qualche modo di reagire e di ripartire mi ritrovai a prendere un treno, da solo, di mattina all’alba dopo essere uscito di casa da solo, senza lui che mi accompagnava al cancello in pantofole anche in pieno inverno, fa male. All’arrivo del treno feci un passo oltre la linea gialla, avevo deciso, basta…poi pensai….io con papà parlavo di tutto, quindi se sapesse come sto reagendo che farebbe? la risposta fu rapida e tale da suscitare in me una reazione: mio papà sapendo quello che volevo fare, sarebbe sceso giù e mi avrebbe riempito di calci e schiaffi, non lo ha mai fatto in tutta la mia vita ma quella era la volta più giusta in cui lui mi avrebbe riempito di botte perchè stavo dimostrando che non ero come lui, non ero un uomo, non stavo tirando fuori l’orgoglio, non stavo reagendo e un’azione del genere avrebbe fatto male solo ad una persona, a LUI.
Lo feci quel passo indietro e pian piano ripartii. Ogni volta che ritorno a casa la sua assenza è lancinante e non averlo più attorno mi sconquassa ogni giorno di più.
Nei momenti di tristezza o quando so che ho bisogno di lui me ne vado al cimitero, facciamo due chiacchiere….ne sono consapevole non è la stessa cosa ma io ho bisogno degli occhi di mio padre, i miei stessi occhi e se c’è un muro che ci divide o un cielo poco conta, io so che lui c’è, sempre ad aiutarmi, sempre in ogni momento di difficoltà e in ogni caduta della vita sarà lì a rialzarmi, come un supereroe, come il mio supereroe, come il mio papà.
Un saluto a lei sindaco, a tutto il consiglio comunale e un affettuoso abbraccio e saluto al sig. Landini che non ha mai mancato occasione ad ogni nostro incontro di parlarmi affettuosamente, non facendomi mai mancare un abbraccio.
Valerio Coratti

Lascia una Risposta

*

Il presente sito fa uso di cookie anche di terze parti. Si rinvia all'informativa estesa per ulteriori informazioni. La prosecuzione nella navigazione comporta l'accettazione dei cookie. Leggi di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi