Giovani Democratici di Frosinone, appassionata e partecipata riunione

assembleagdAppassionata, partecipata e costruttiva. Riuscitissima l’assemblea della federazione dei giovani democratici di Frosinone sull’analisi del voto del 4 dicembre. Presente tutta la segreteria provinciale dei GD, i dirigenti e gli iscritti. Tra gli intervenuti anche i consiglieri regionali Mauro Buschini e Sara Battisti, i candidati alla Camera Nazzareno Pilozzi e Francesca Cerquozzi, il segretario di circolo del PD Frosinone Andrea Palladino. L’apertura è del segretario provinciale Alessandro Marino che ha sottolineato con dati alla mano di quale portata sia stata la sconfitta del centrosinistra alle scorse elezioni e di come il voto dei giovani non sia affatto mancato, tutt’altro, venendo di fatto intercettato quasi interamente dal M5S. Fra i presenti poi rompe il ghiaccio il vicesegretario del PD e segretario GD di Fontana Liri, Christian Di Ruzza, qui in veste di membro della segreteria provinciale con delega ai circoli e all’iniziativa politica. Nel suo intervento ha rimarcato principalmente come i toni sbagliati degli ultimi anni, le scelte errate di comunicazione, l’allontanamento del Partito Democratico dal suo elettorato storico e dalla società reale, seguito da politiche economiche miopi, non abbiano fatto altro che determinare una debacle inevitabile per tutta la coalizione. La strada indicata è quella della ripartenza dal basso, dai circoli, dal confronto frequente tra gli iscritti e soprattutto dall’apertura delle sezioni come luoghi fisici propedeutici al fondamento di un dialogo politico con i cittadini e con le giovani generazioni che solo così avrebbero un punto di riferimento anche fuori dal momento di discussione. A seguire gli interventi degli altri dirigenti della giovanile conclusi dalle parole del segretario regionale dei GD Luca Fantini che ha rimarcato l’importanza straordinaria della vittoria nel Lazio di Nicola Zingaretti, unico faro nella tempesta che ha travolto il partito, nonchè la forza della coerenza di questo gruppo che sostenendo la mozione di Andrea Orlando alle scorse primarie nazionali aveva espresso già in quell’occasione, seppur con la lealtà che si deve ad ogni segretario, tutte le sue perplessità su un futuro ancorato alla linea renziana, dubbi rivelatisi purtroppo fondati.  

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