Il PD resti all’opposizione e non sia tentato dai cinque stelle

Articolo dell’ex segretario di Circolo Alberto Proia, iscritto PD Fontana Liri. Il partito democratico non deve perdere il controllo della propria posizione, non cadere nell’errore di cedere alle strattonate che in questi giorni gli sta dando il movimento 5 stelle. I componenti penta stellati fanno parte un soggetto politico ancora non identificato, confusionario nelle idee e nelle posizioni in un più preciso sistema repubblicano con forti connotazioni democratiche. Vive il momento favorevole dato da una politica aggressiva e piena di insulti. Poi sono anche convinto che il successo che hanno ottenuto i nostri dichiarati avversari, sia dovuto sostanzialmente ad altri due ragioni: una è che l’opposizione facilità il compito dei politici e l’altra è che una parte di italiani vive di sogni e speranze: è da irresponsabile approfittarne. Penso che abbiano un leader che è più un forte comunicatore che piuttosto un capace amministratore, non penso che sia in grado di affrontare le sfide che attendono l’Italia; è mia opinione che chi è chiaro nel parlare e si fa capire molto bene dagli altri non è altrettanto bravo a mettere in atto quello che dice. Ho l’impressione che sia più un menestrello, un comunicatore incaricato e non certo riesco a immaginarlo come primo Ministro. Non credo a un solo punto del programma dei 5 stelle portato avanti in campagna elettorale. Mi infastidisce il fatto che chi ha creato la struttura del movimento ora ne è amministratore (palesemente dichiarata s.r.l.) e il fatto che l’altro non tira più i fili ma continua a fare teatro e spettacolo. Che storia stiamo vivendo? Possiamo avere fiducia o peggio stringere un contratto con chi come Di Battista continua ad offendere? Che mostra disprezzo delle persone, si mette in panchina e usa il sistema mediatico come un mezzo per fare breccia nei sentimenti di quei Italiani portati ad odiare e no solidarizzare? Io non so cosa accadrà nei prossimi giorni ma so che non vorrei un accordo con chi non ha mai collaborato anche in minima parte con le scelte del governo Renzi. E adesso? Come da più parte si sostiene, chi non ha perso si arrangi. Penso anche che se si arriva a una soluzione “tutti dentro”, con un governo del Presidente, noi del PD possiamo tornare in partita. Possiamo dimostrare che si può: rafforzare il reddito di inclusione e evitare la sciagura del reddito di cittadinanza che evoca a non fare niente; di non annullare la legge Fornero e eventualmente migliorarla; mostrare a tutti che le soluzioni di Minniti migliorano il rapporto tra l’emigrazione e la nostra capacità di accoglienza. Se poi si deve tornare a votare io non credo che a rimetterci sia il PD. Insomma se poi al risultato delle elezioni replicate noi saremo sempre la minoranza, vuol dire che facendo opposizione torneremo a crescere perché un po’ di politica populista non ci farà male.

Alberto Proia

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