Alberto Proia: “Ribadisco le ragioni del no al sostegno al governo dei cinque stelle”

Articolo dell’ex segretario di Circolo, iscritto PD Fontana, Alberto Proia. Intanto devo fare i complimenti per come è stato gestito  il dibattito via web del si e del no. Sul sito ho letto le dichiarazioni degli iscritti di Fontana e tra le varie posizioni emergono alcuni si ai quali oltre a non trovarmi d’accordo vorrei rispondere per meglio esplicitare il mio no categorico. Anch’io condivido che non sia mai opportuno consegnare l’Italia alla destra per lo più rappresentata da galeotti e da leader politici  sovranisti, ma mi chiedo, chi è tra i nostri avversari politici che invece si avvicina alle nostre idee? Chi è Europeista solidale  che ama una democrazia vera dove si ha rispetto dell’idee degli altri?  Io non vedo differenza tra Salvini e Berlusconi da una parte e Di Maio e Di Battista dall’altra. I due rampolli di 5 stelle non hanno mai detto di essere antifascista. Mai partecipato a un dibattito dove quasi sempre, se c’è vicinanza di idee, si porta a casa qualcosa di buono dell’altro. Poi, dopo aver accettato Grillo e Casaleggio che guidano il movimento azienda, cosa avremmo dovuto fare al tavolo delle trattative? Accettare il reddito di cittadinanza e dimostrare che il REI è una soluzione sbagliata?  Oppure sperare che i Grillini facessero marcia indietro sul reddito di cittadinanza?  E’ buona o no la legge sui vaccini? Ed il Jobs Act? Il disprezzo che hanno manifestato nei confronti delle donne e degli uomini del PD, è cosa passata? Si può riconoscere la nostra sconfitta ma non si può svendere la nostra storia per pochi  spiccioli. A me piace pensare che l’exploit dei penta stellati sia solo momentaneo, dovuto a un’opposizione dura e intransigente, adatta a  intercettare il malessere di tanti cittadini buoni, ma anche a  imbarcare tanti qualunquisti e fannulloni. La loro politica non ha niente di costruttivo, è destinata a crollare e noi abbiamo fatto bene a non dargli la stampella. Penso pure che le differenze non possono essere prevaricate e che per noi, poveri iscritti, aver vissuto la scelta di non andare con il partito della protesta sia stato anche un fatto culturale.  Adesso rimbocchiamoci le maniche e affrontiamo le cause della sconfitta del 4 Marzo. 

Alberto Proia

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