Liberi ed Uguali

Articolo dell’iscritto PD Fontana Alberto Proia.

Premessa. Come detto in un articolo precedente, in questo ultimo periodo ho voglia di esprimere le mie opinioni per sollecitare un dibattito interno al nostro Partito. Ben vengano idee diverse, critiche o apprezzamenti. Mi piacerebbe conoscere il pensiero del segretario di Circolo, mi farebbe piacere una sua risposta. Le considerazioni di oggi riguardano gli ex compagni democratici che hanno scelto di aderire a Liberi ed Uguali.

Dov’è il neo partito scisso dal PD? Dove sono tutti i politici cresciuti nelle file del più grande schieramento della sinistra e poi con ribellione hanno formato una nuova fazione? Grasso e Boldrini, che sono stati la seconda e terza carica dello Stato, grazie al voto di una sinistra più unita, oggi che fanno? Speranza che evocava tanto il lavoro e l’aiuto alle famiglie, si è oscurato? Ecco, io credo che queste domande rispondano a una esigenza: sapere come gli uomini e donne che hanno preferito il distacco, intendono proseguire l’azione politica. Quale sarà la strategia del futuro di un partito che i sondaggi lo danno in forte calo? Alla luce di quanto è accaduto, che si è consumato prima e dopo le elezioni, Io credo che tutto sia nato e voluto, non per lanciare una nuova proposta politica, ma piuttosto per soddisfare le esigenze personali di D’Alema e Bersani. I due hanno cercato una riscossa promuovendo un nuovo partito per riprendersi gli spazi che gli erano stati tolti dalla nuova classe dirigente del partito democratico. Non ho mai creduto che le posizioni della componente, se pure distanti dalla maggioranza, non potessero essere colmate. Si sono sempre dimostrati disattenti alla necessità di rimanere uniti; non hanno tenuto conto che dividersi significava far perdere credibilità a una formazione importante che per 5 anni ha governato il nostro paese. Oggi che i componenti di liberi e uguali hanno esaurito anche lo scopo di suggerire e o criticare il pd post elezioni, cosa faranno se non aspettare che si esaurisca la loro corsa? Per il bene della sinistra è auspicabile una riorganizzazione che eviti l’estinzione come in passato è successo ad altri partiti della sinistra. Secondo me devono studiare il modo di rimanere dentro il sistema, la loro posizione scomoda deve trovare una giusta e convinta collocazione. C’è ancora spazio per fare un bagno di umiltà, di analizzare con calma un nuovo progetto che abbia come scopo la non dispersioni dei voto. Sopra ogni cosa organizzarsi per evitare il trasferimento di una parte dei voti dentro il calderone di un movimento trasversale.
Alberto Proia

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