Renzi ricorda, con la sua newsletter, le contraddizioni di Cinque Stelle e Lega e poi attacca Travaglio.

Dalla newsletter di Matteo Renzi.
Alessandro Di Battista aveva garantito che in caso di accordo con la Lega lui avrebbe lasciato il Movimento Cinque Stelle: non risulta sia accaduto. E dire che Di Battista sosteneva di essere in grado di distruggere (come sempre pacato e misurato, l’ex deputato) Salvini in Cinque Minuti. Quando vedo poi messaggi come quello che la famiglia Di Battista ha rivolto ieri al Presidente della Repubblica mi domando come si possa anche solo aver pensato a un accordo tra PD e Cinque Stelle: noi siamo ontologicamente diversi da chi minaccia persino il Capo dello Stato, da chi evoca la ghigliottina.
Luigi di Maio aveva pubblicato nel 2014 questo meraviglioso post che trascrivo: “La staffetta Letta-Renzi è irrilevante. Il discorso non è che un Presidente del consiglio debba essere eletto. Nel nostro ordinamento non esiste il voto per il “Candidato Premier”. Il vero tradimento degli elettori sta nel fatto che i partiti di Monti, Bersani, Alfano in campagna elettorale non hanno mai detto di essere disposti a fare un governo insieme. Lo hanno detto solo dopo le elezioni, dopo aver “fregato” il voto agli italiani. Altrimenti col cavolo che prendevano il 29%” L’onestà intellettuale porterà sicuramente il Ministro del Lavoro in pectore a riconoscere che è esattamente la stessa identica situazione che si è verificata adesso. I Cinque Stelle non hanno mai detto che avrebbero fatto l’accordo con la Lega, altrimenti “col cavolo” che prendevano il 32%. Lo hanno detto dopo aver “fregato” gli italiani. I virgolettati, ovviamente, non sono miei.
Marco Travaglio aveva detto due mesi fa che se Di Maio avesse fatto l’accordo con la Lega lo avrebbero linciato in piazza. Linciare verbalmente, s’intende: è quella l’attività che Travaglio ben conosce. Noi non linciamo nessuno. La nostra idea di politica è diversa dall’aggressione. Se Di Maio e Salvini hanno fatto un Governo insieme e hanno i numeri in Parlamento nessuno deve linciarli: vediamo che cosa sapranno fare e li giudicheremo. Quando in questi giorni sentite un fastidioso suono sottofondo quando ascoltate Travaglio, ospite fisso de La7 non stupitevi, non preoccupatevi: le unghie sul vetro di chi si arrampica sugli specchi per giustificarsi fanno quel rumore lì.

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