Che bella cera!

Articolo dell’iscritto PD Fontana Alberto Proia. 

Se mia madre avesse potuto incontrare Di Maio e Salvini gli avrebbe detto: ”che bella cera che avete”!!! è un complimento, un’espressione colorita per definire la persona di bell’aspetto. Si lo penso anch’io, i due leader che hanno vinto le elezioni il 4 marzo hanno sempre una bella cera: sono di bello aspetto. Di Maio poi, è sicuramente un talento, un cavallo di razza. Non mostra mai insicurezza, viso sempre tirato, nessuna emozione e un forte carisma mediatico: buca lo schermo. Mai la mancanza di un sorriso, un cambiamento di umore. E poi, secondo me, sta dando prova che le sue qualità somatiche, non solo ottengono il consenso di tanti elettori ma trascinano anche i suoi collaboratori. Parla di politica con naturalezza e difficilmente si lascia smascherare. Salvini è altrettanto un leader forte con una bella cera in tutte le occasioni: riesce a farsi capire e a convincere di stare sempre nel giusto, ha imparato la lezione a memoria e ripete sempre l’essenziale con la giusta enfasi. In questa fase post campagna elettorale, riescono ad essere abili trasformisti. Le due figure che hanno carpito la totale attenzione dei media, oltre ad avere la bella cera hanno anche la faccia di bronzo: cambiano idea e programma facilmente, senza incrinare il rapporto con gli elettori. Noi nel nostro partito, dopo Renzi, non abbiamo personaggi con una bella cera. Scusate, io ho citato Renzi, non per dire che siccome ha le stesse caratteristiche dei nostri due avversari, è la persona giusta. L’ho fatto solo per dire che il successo di Renzi del 2014 è la conferma che anche lui era di bello aspetto ed aveva immediatezza che serviva per piacere all’elettorato. Certo sto parlando di conquiste senza sostanza, a lungo andare se sbagli e togli le speranze alla gente vieni punito. Adesso a noi, povero partito stordito, non ci manca solo un leader che ha una bella cera, ma anche sapere come ci dobbiamo muovere, cosa c’è in agenda, cosa fa la segreteria Nazionale, quella regionale, quella di Frosinone e come si deve muovere la base? L’altro giorno, mentre i due segretari dei partiti avversari si facevano inseguire con intelligenza da un vespaio di giornalisti e teleoperatori, Martina era ad Amatrice intervistato vicino a una baracca di legno senza nemmeno la presenza di una gallina. Voi capite che c’è qualcosa che non funziona: se il partito attuale non ha un leader con una bella cera, deve essere in grado di sopperire in qualche modo alla carenza mediatica. Per esempio il partito ce l’ha o no un responsabile della comunicazione? Renzi, Orfini e Emiliano e tutti i dirigenti del PD pensano solo alle lotte interne? Non vedono che c’è un vuoto da colmare? Come è possibile che il nostro reggente venga abbandonato al suo destino senza pensare alle conseguenze? Ad Amatrice c’è andato con la macchina personale e da solo? Il partito locale , provinciale sapeva della sua visita? Ecco io dico che alcune prerogative che sembrano effimere, alla fine sono importanti.

Alberto Proia

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