Il naufragio della politica

Commento di Gianpio Sarracco.
L’amarezza e lo sgomento vanno di pari passo in questi giorni frenetici (parlo, ovviamente, della formazione del Governo). Di Maio no, Salvini no, Conte no, poi si, poi no. A sentire i commenti di tanti cittadini, siamo di fronte ad un colpo di Stato. Considerazioni in libertà.
Bersani nel 2013, da primo partito risultato alle elezioni, non ebbe neppure l’incarico esplorativo. Nessuno gridò allo scandalo.
Amato nel 92 cambiò 8 ministri dopo essersi confrontato con il Presidente. Nel 1979 PERTINI disse NO a Cossiga su Darida alla Difesa.
Nel 1994 SCALFARO disse NO a Berlusconi su Previti alla Giustizia;
Nel 2001 CIAMPI disse NO a Berlusconi su Maroni alla Giustizia;
Nel 2014 NAPOLITANO disse NO a Renzi su Gratteri alla Giustizia. Può un governo cadere su un ministro? No. È una scusa. Per non governare e per continuare a fare campagna elettorale, per aumentare i consensi. Ma a giova tutto questo? Ad uno solo. Matteo Salvini. La risposta ci sarà alle prossime, imminenti, elezioni. Se la Lega rinsalda l’alleanza con i Cinque Stelle e si presenteranno insieme alle elezioni, il problema era effettivamente il nome di Savona, dunque vinceranno con oltre il 60% e non avranno problemi a governare, avranno una maggioranza schiacciante. Quasi sicuramente non andrà così, Salvini virerà a destra e sarà incoronato Premier poichè riuscirà a raggiungere il 40%, il PD andrà incontro ad una sconfitta ancor più netta, i cinque stelle saranno ancora confinati all’opposizione. Probabilmente l’obiettivo sarà raggiunto. Si preannuncia un clima esasperato. Una situazione politica difficile, in cui l’unico partito con un nome che può dirsi tale è silente, direi quasi morto, che continua a parlare ancora di quello che ha fatto il Governo Renzi e si vuol presentare alle elezioni ripronendo Gentiloni. Sarà travolto nella prossima campagna elettorale, soprattutto se non si opporrà con forza al governo Cottarelli che, nonostante tutto il rispetto della figura, non merita l’incarico. Chi è? Chi lo ha voluto? Perché deve diventare Presidente del consiglio se non ha i numeri? Andiamo a votare subito, cercando di far capire che dentro una nuova ma diversa Europa siamo salvi, fuori dall’euro è un salto nel buio. La situazione politica è in continua evoluzione. Adesso è ritornata in pista l’ipotesi Conte (probabilmente i Cinque Stelle hanno capito che seguendo la Lega sul no a Savona avrebbero fatto solo un favore a Salvini). In tutto questo, c’è una cosa che mi sfugge. In tanti danno la colpa al PD ma io stavolta non riesco a capire: perché, dopo novanta giorni sprecati da Lega e Cinque Stelle, la colpa ricada sempre e comunque sul Pd? Bah, la logica è sparita da un pezzo, il Pd è il nemico da battere e così sia. 

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