Al via il governo Conte

Il neo premier Conte incassa la fiducia al Senato. Oggi avrà quella della Camera ed inizierà così l’era del governo “gialloverde”, ovvero Lega e Cinque Stelle. Il governo Conte ha incassato la fiducia al Senato con 10 voti in più della maggioranza assoluta: favorevoli 171, contrari 117, astenuti 25. Accolto da un lunghissimo applauso. Uno dei tanti di una giornata con tifo da stadio. Nel discorso del Presidente Conte priorità a lavoro, fisco ed evasione, daspo ai corrotti e lotta alla mafia. “Noi populisti? Ascoltiamo la gente”. E sul programma: “Potenzieremo la legittima difesa. Saremo fautori di un’apertura alla Russia, stop a sanzioni. Taglio a vitalizi e alle pensioni dei parlamentari”. Cori da stadio dell’aula nel passaggio sul contrasto alle mafie. Standing ovation quando parla di Soumayla, il migrante ucciso in Calabria. Sul capitolo sanità, Conte batte su “efficienza e qualità dei servizi”, ma tace sul tema vaccini. Il momento più alto è l’intervento della senatrice a vita Liliana Segre, tutti in piedi quando ricorda il dovere della memoria su tragedie come Auschwitz.

Grande tensione in aula quando ha preso la parola Matteo Renzi. “Pensiamo che in quei banchi ci sia la coalizione di domani, noi siamo un’altra cosa”, ha detto rivolto a Lega e Cinquestelle. “Siete diversi, ma avete lo stesso metodo di violenza verbale”. “Anche noi – spiega – potremmo farvi lo screening, ma non lo facciamo”. “Lei – ha detto a Conte – è un premier non eletto, vorrei dire un collega, ma nessuno le sta negando la legittimità come accaduto nella XVII legislatura”. E ancora: “Siamo rimasti sorpresi dal riferimento alle opposizioni, ma la voglio prendere sul serio. Noi non occuperemo mai i banchi del governo, mai la poltrona del presidente del Senato, mai insulteremo i ministri, mai attaccheremo le istituzioni del Paese al grido mafia, mafia, mafia”. “Questo contratto è scritto con inchiostro simpatico, garantito da un assegno a vuoto”. “Non so se è il governo del cambiamento – ha concluso Renzi – intanto è cambiato il vocabolario: quello che si chiamava inciucio oggi si chiama contratto. Non so se cambierete il Paese. Intanto avete cambiato vocabolario”. Renzi poi ha annunciato che il Pd convocherà al Copasir la ministra della Difesa Elisabetta Trenta “perchè chiarisca”. Il riferimento riguarda diversi aspetti del suo curriculum: dal corso all’università di Mosca, al fianco di alcuni ideologi del potere putiniano al ruolo della SudgestAid, consorzio creato presso la Link Campus University per il reclutamento di contractor.

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