Primo obiettivo: opposizione…

Articolo del segretario di Circolo PD Fontana Liri Rocco Patriarca. Ciascuno di noi dice che il primo obiettivo del PD, oggi, sia rispettare il voto e fare opposizione: ma siamo attrezzati per questo? Se provassimo a riflettere, noteremmo, anzitutto, che M5S e Lega si sono così ben “ritrovati” dopo il 4 Marzo anche perché dall’autunno 2011 (quando entrò in scena Mario Monti, e poi con Letta, Renzi e Gentiloni), in ben 7 lunghissimi anni di opposizione su tutto, hanno costruito e assimilato, quasi inconsapevolmente, una cultura comune, quella “antisistema” (dove il sistema è stato identificato con il partito del Presidente del Consiglio, e cioè, alla lunga, con il PD) che li ha portati alla fine ad accettare ogni compromesso tra loro, pur di avviare il governo detto del “rinnovamento” solo perché esclude il PD (Salvini) e Berlusconi (M5S). Pur di “non farli tornare”, credo che la nuova maggioranza farà qualunque cosa per durare 5 anni. E noi? Forza Italia (e Berlusconi, con i suoi interessi) proclamerà a gran voce l’intransigenza, per poi sostenere le ragioni di Matteo (…e quelle della Meloni!). Il PD (ma non credo sarà assai diverso per LeU) potrebbe, a causa di un’inguaribile litigiosità interna, dividersi tra i teorici dell’opposizione «repubblicana» (Calenda) e i tattici pronti a costruire il recupero del dialogo con M5S. Entrambi credo vogliano così provare a dividere i due vicepresidenti del Consiglio, per evidenziarne le diversità, di Destra e di Sinistra. Ma io sono convinto che Salvini e Di Maio non si presteranno: chi gliela offrirà un’altra occasione così ghiotta di spartirsi il potere? Procederanno, giustificandosi tutto a vicenda e prendendosi gioco dell’opposizione. Il PD, che la cultura di opposizione la deve riprendere dalla soffitta, non dovrà, secondo me, cercare scorciatoie: urlare, in Parlamento e nelle piazze, sia il proprio radicale dissenso democratico contro il Ministro dell’Interno, successore di un ottimo Marco Minniti, sia l’altrettanto profonda e convinta appartenenza al novero dei fondatori dell’Europa, che ci ha consentito (quella, sì) un livello di uguaglianza sostanziale e di giustizia sociale fino a oggi del tutto sconosciuto per il nostro Paese. E, in particolare, basta con gli ammiccamenti agli “elettori PD che hanno votato M5S per punirci”: forse già adesso i più avveduti di costoro staranno meditando sulla loro scelta elettorale “di Sinistra”! Gli altri, scommetto che non torneranno mai indietro! Dopo il ritorno con il cappello in mano del duo Di Maio-Salvini dinanzi al Capo dello Stato, poche ore prima destinatario di proposta di “impeachment”, dovremmo infine ricordare, anche, di quanto debbano essere state dolorose, per Sergio Mattarella, le posizioni pro-Savona, ad esempio, di Stefano Fassina, che definì il professore “una persona autorevole e competente per forzare le regole europee” o di Francesco Boccia, che vide nel docente “una delle migliori personalità del Paese in materia economica” in grado, da ministro, di porre “argine a Salvini” (cioè, al Salvini che aveva proposto proprio Savona all’Economia). Insomma, fare opposizione dovrà significare, contrariamente al recente passato, tutelare le Istituzioni repubblicane, perché dovremo tenere sempre ben presente che chi punta allo sfascio, ora, è al Governo. 

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