Insofferente

Articolo dell’iscritto PD Fontana Liri Alberto Proia.
Insofferente… mi sembra di vivere una brutta storia che mi coinvolge emotivamente, anche e soprattutto perchè iscritto a un partito politico. Non riesco a trovare una ragionevole tranquillità, dopo che due forze politiche contrapposte nei programmi elettorali siano riuscite a unirsi e a formare un governo che più passano i giorni e più trova consensi tra la gente. Nonostante tutti gli sforzi che gli opinionisti stanno producendo per spiegare cosa è avvenuto, io continuo ad essere turbato, a non trovare la giusta tranquillità di chi si rassegna e capisce che la politica tradizionale sta cambiando. Le mie idee come faccio a considerarle sbagliate? Cosa è accaduto per giustificare la triste tiritera che è avvenuta negli 85 giorni che hanno preceduto l’insediamento del governo? In altre occasioni il popolo si sarebbe ribellato, accusando i politici di arrivismo, di interessi personali e di lotte interne per avere la poltrona migliore. Adesso perché non è così? perché si riempiono le piazze e i due leader vengono osannati? Non riesco a darmi una spiegazione se non a pensare al peggio, dove non conta più la politica equilibrata e la coerenza, ma proclami, propagande trascinatrici che contribuiscono a rendere il popolo protagonista. E’ forse questo che sta avvenendo? e io come faccio a non pensare che tutti noi, i miei figli non siamo più garantiti da una democrazia compiuta e voluta fino a qualche legislatura fa? Sono anche agitato da domande che mi pongo da iscritto, da chi ha contribuito con le sue opinioni a considerare le scelte della passata legislatura giuste e adeguate. Non riesco a capacitarmi come oggi il popolo, dopo aver partecipato a tante battaglie contrapposte tra destra e sinistra, si sia dimenticato di tutto e butta al macero sia il partito democratico che forza Italia. La nuova realtà che ha conquistato tante uomini e donne, giovani e meno giovani fa a meno di programmi che uniscono. I simpatizzanti della lega e dei 5 stelle accettano di stare insieme, sapendo che c’è una parte che alza il braccio sinistro con il pugno chiuso e l’altra che tende il destro con la mano aperta. Sanno che i media si contendono la definizione: progressisti e fascisti; nazional socialisti e estremisti di destra (non frega niente a nessuno). Mi chiedo come si possa seguire l’onda lunga dei vincenti, cosa fa muovere l’interesse delle persone verso leader che non hanno dimostrato niente di concreto. Non voglio pensare che la disaffezione alla politica abbia spostato l’interesse della gente: non più questioni che dividono, ma la voglia di avere a disposizione il mito, il rivoluzionario, la cui immagine è da appendere in cameretta. Alberto.

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