Retroscena e sospetti sul Gal Terre di Argil

Il giorno dopo l’elezione di Adriano Roma a Presidente del Gal e del nuovo cda, sono circolate molte ricostruzioni fantasiose dell’accaduto. 

Riportiamo, sempre da alessioporcu.it, un’altra analisi (che appare sempre molto romanzata) della vicenda. 

Da alessioporcu.it

L’elezione di Adriano Roma al Gal non è uno strapuntino. Né una scaramuccia di retrovia. Ma si tratta della prima battaglia dell’onda che entro l’autunno travolgerà gli enti di secondo livello. Con la strategia degli eterni Abbruzzese e De Angelis. Tagliando fuori tutti gli altri.

La fine del loro futuro in politica gliel’ha rivelata sabato l’uomo venuto dal passato. L’Uomo di Argil era un cacciatore appostato fra le felci all’ombra dei vulcani che 900mila anni fa erano visibili nella piana di Ceprano ricca di acqua e per questo piena di elefanti, cervi e rinoceronti da cacciare. Cade in una palude: l’argilla conserva una parte delle sue ossa per quasi un milione di anni; viene scoperto nel 1994 durante i lavori per la realizzazione di una strada.

Da lui prende il nome il Gal di Ceprano: associazione tra Comuni e privati per realizzare azioni capaci di rilanciare il territorio.

Sabato mattina il Gal Terra di Argil ha eletto suo nuovo presidente Adriano Roma al termine di due settimane scandite da intrighi, tattiche, accordi ad anche una bambina portata dalla cicogna (leggi qui Gli intrighi per eleggere Roma presidente del Gal. E lanciare l’opa contro Quadrini)

Preavviso di sfratto
L’accordo per l’elezione di Adriano Roma alla guida del gal Terra di Argil è la conferma dell’imminente sfratto per il presidente del Cosilam Pietro Zola e per il presidente della Comunità Montana di Arce Gianluca Quadrini.

Infatti, l’intesa è arrivata soltanto dopo il fondamentale intervento del capogruppo Dem in Regione Lazio Mauro Buschini e del presidente della Commissione Cultura regionale Pasquale Ciacciarelli(Forza Italia), braccia armate degli eterni dominus della politica ciociara: Francesco De Angelis e Mario Abbruzzese.

Sono stati loro a limare i dettagli e dare il via libera all’operazione che ha portato l’ex coordinatore provinciale di Forza Italia al timone del Gruppo Terre di Argil, controbilanciato da due sindaci di centrosinistra all’interno del Consiglio di Amministrazione: Vincenzo Cacciarella (vice sindaco di Ceprano) e Arturo Gnesi (sindaco di Pastena).

Nessuno li può contrastare
Quell’intesa è la dimostrazione concreta di quanto sia attivo e soprattutto efficace l’asse politico che collega l’ex assessore regionale alle Attività Produttive Francesco De Angelis e l’ex presidente del Consiglio regionale del Lazio Mario Abbruzzese.

L’uscita di scena del senatore Francesco Scalia li ha lasciati senza un terzo incomodo capace di sbilanciare l’asse, raggiungendo l’accordo una volta con uno ed una volta con l’altro.

Ora invece lo scenario politico è tutto il loro. La Lega sotto questo aspetto è insignificante: oltre che alzare la voce non può fare, dal momento che non ha i numeri per mettere in discussione i patti raggiunti dai due consorziati; e anche se li avesse occorre saperli giocare al tavolo del potere. Dote che non ha ancora dimostrato di possedere.

Lo stesso ragionamento vale per il Movimento 5 Stelle. Molto megafono e zero presenza nei luoghi in cui si prendono le decisioni concrete.

Abbruzzese (se vuole) al Cosilam
L’elezione di Adriano Roma fa parte di una strategia. Che punta a ricostruire la rete di potere grazie alla quale i territori venivano governati nel corso della Prima Repubblica. Nella quale, se qualcuno veniva meno ai patti, come un domino veniva già l’intera impalcatura.

La prossima tappa sarà la guida del Consorzio Industriale per lo Sviluppo del Lazio Meridionale. Mario Abbruzzese sarà il presidente se la due diligence informale che ha commissionato ai suoi uomini nel Cosilam riferirà che l’ente ha i margini economici per essere governato. L’ex presidente del Consiglio Regionale è uomo d’appalto e non di poltrona: fu lui (anche all’epoca in asse con De Angelis) a mettere fine all’obbrobrio dell’incrocio che innestava l’Asse Attrezzato Fiat con la Cassino – Formia; fu lui a far realizzare le rotatorie dopo il cui arrivo sono finiti gli incidenti mortali lungo la strada industriale; c’era lui anche dietro alla nuova rete di illuminazione ed alla nascita del Polo Logistico.

A scanso di malignità: su quegli appalti nessuna accusa in questi anni è stata mai sollevata né sulla qualità dei lavori né sulla congruità dei pagamenti.

Se il report commissionato confermerà che ci sono margini per realizzare opere concrete (prima su tutte la realizzazione nel Cosilam della prima Apea – area produttiva ecologicamente attrezzata sulla quale pendono 50milioni di finanziamento Ue) allora Mario Abbruzzese sarà il presidente (leggi qui Un Cosilam per Mario. Ma a sua insaputa). Con i voti garantiti da Francesco De Angelis (leggi qui Al grattacielo Edera vertice a tre sul futuro del Cosilam).

Il CdA Cosilam
Il patto è talmente definito che c’è già l’organigramma disegnato. Al posto dell’attuale consigliere d’amministrazione indicato da Pontecorvo entrerà un fedelissimo di Abbruzzese da Piedimonte San Germano indicato dal sindaco Gioacchino Ferdinandi. Il vice presidente Francesco Mosillo cederà il posto ad un nome di centrosinistra che preleverà dalla sua scuderia garantendo Francesco De Angelis.

Questa volta gli industriali verrebbero tagliati fuori dalla trattativa. (leggi qui Gli industriali alla politica: nessuno giochi con il Cosilam) Ma non verrebbero né umiliati né esclusi dalla logica di governo. A fare da tramite tra i due mondi, quello della Politica e quello delle Imprese sarà Marcello Pigliacelli, influentissimo ex presidente di Unindustria e presidente uscente della Camera di Commercio; soprattutto legato da un’amicizia a filo triplo con De Angelis.

Lo sfratto a Quadrini
Il patto per il Gal ed il Cosilam prevede la cessione al Pd della Comunità Montana di Arce. Oggi la guida Gianluca Quadrini che all’epoca dell’elezione era in Forza Italia. Su di lui si è abbattuta un anno fa la fatwa di Mario Abbruzzese (leggi qui Abbruzzese vs Quadrini: «Pezzo di merda, ti farò un culo così»). Da quel momento l’eroico presidente si è ritrovato fuori dalle candidature per il Parlamento, fuori dalla corsa per le Regionali, fuori dal Partito, a metà strada nella corsa per il municipio di Arpino.

Gli rimane solo la Comunità Montana e né Abbruzzese né Forza Italia muoveranno dito per mantenerlo lì.

Il presidente designato è il sindaco di Fontana Liri Gianpio Sarracco, devoto di Francesco De Angelis. Il Consiglio di Amministrazione in questo caso sarà controbilanciato da due esponenti del centrodestra. Anzi: di Forza Italia. Meglio ancora: di Mario Abbruzzese.

Per gli altri non c’è spazio.

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