In ricordo del senatore Angelo Compagnoni

compagnoni_intervistato_460Dal sito Unoetre.
Ignazio Mazzoli ricorda il Senatore Angelo Compagnoni scomparso nei giorni scorsi.
Angelo Compagnoni, caro compagno e per me anche amico caro con il quale ho mosso passi importanti della mia vita politica.

La tua Nunziatina, che hai cercato fino all’ultimo secondo e con cui ha condiviso la tua vita è qui con Vincenzo, Giuseppe, Piero e le loro famiglie e tanti nipoti. Sono qui, “dal più grande al più piccolo, un piccolo esercito, una grande bella famiglia, la tua famiglia” come ti scrisse Giuseppe.
Te ne vai, ma quanto ci lasci! Forte come le grandi querce hai vissuto quasi un secolo e 50 anni portano il tuo segno nella politica e nella società di questa provincia, ma non solo. Sei un Uomo dell’Italia e appartieni a tutti. Non solo testimone, ma un protagonista.

Un grande dirigente
A ridosso degli anni ’70 e precisamente nel 1967 si ordivano piani segreti per danneggiare la sinistra italiana ed in particolare il partito comunista. Uno di questo che fu definito con più nomi “’Piano Solo”, Gladio ecc. fu un tentativo di colpo di Stato in Italia ideato nel 1964 dal generale Giovanni de Lorenzo, all’epoca a capo dell’Arma dei Carabinieri. Il 15 aprile 1967 veniva destituito perché fu accertarono che si trattava di una vera e propria attività extraistituzionale per provocare un colpo di stato.
Bisogna aspettare le sedute parlamentari dell’11 gennaio 1991 e 23 maggio 1991, come si legge negli Stenografici della X Legislatura per apprendere tutta la verità che fra l’altro conteneva la rivelazione che esistevano liste di dirigenti di partiti e parlamentari che dovevano essere neutralizzati perché troppo capaci di farsi seguire. Il tuo nome era compreso fra quelli. Si trattava di alcune centinaia di persone che per la loro popolarità e capacità di direzione costituivano un pericolo per i golpisti.
Il tuo prestigio ed il tuo legame popolare e sociale era nato e si era formato durante la realizzazione del tuo capolavoro. La tua esperienza ha conosciuto impegni sindacali e di partito, ma tu sei stato soprattutto un grande dirigente del movimento contadino.

“La politica è stata la tua vita e lo è tuttora. Una grande esperienza in un partito che ti ha dato una grande opportunità. Nel corso del tempo con lo studio, la costanza, lafunerali compagnoni 350 min forza di volontà, con la tua forte personalità, sei diventato tu stesso una opportunità per il partito. – Cosi ti descriveva suo figlio Giuseppe in occasione del 95° compleanno – Hai iniziato nel ’53 entrando nel Parlamento giovanissimo, portando con te non “il puzzo delle saraghe”, come temevano i tuoi avversari, ma tanta voglia di fare…
Tu hai portato in parlamento la necessità che si superassero patti feudali anacronistici, di disumano sfruttamento. Il patto colonico verolano, la colonia migliorataria (nomi che indicano la stessa anche in altre regioni italiane con altri nomi) che si si reggevano su un accordo squilibratissimo, impari: io concedente faccio stare te colono sul terreno, ci puoi abitare, ma di quello che produci la più gran parte tocca a me e ti posso mandare via quando voglio.
Tutto questo fu tolto di mezzo per iniziativa di Angelo Compagnoni Una prima legge nel 1963, la 327, subito impugnata dai padroni davanti alla Corte Costituzionale per bloccarla e poi nel luglio 1966 la 607 che rappresentò, finalmente, la vittoria definitiva.
Si rilegga, per chi è curioso, i suoi libri: “La formazione dei quadri comunisti nelle campagne”; “Diventare uomo”; “Il riscatto”. Come non ammirarlo anche con un po’ di stupore! Stiamo parlando di un uomo che davvero so è fatto da sé. E’ qualcosa di più di un autodidatta. “Notti insonni a studiare, a scrivere interrogazioni, a preparare interventi in aula, a trovare soluzione al tortuoso iter di leggi complesse, la cui applicazione portava benefici a quei contadini cui ti rivolgevi e che si fidavano ciecamente delle tue parole.

La tua battaglia parlamentare è stato un capolavoro da cui trarre molti insegnamenti. Aver saputo cogliere una esigenza reale e di massa. Aver individuato gli obiettivi perseguibili ed essere riuscito a dare vita ad un movimento esteso di migliaia di coltivatori qui in provincia ed altrove. Il movimento cresceva e resisteva perché insieme al dialogo popolare si sviluppava un fitto intreccio di alleanze, anche con i Democratici Cristiani della Coldiretti, con i compagni socialisti della Uil. Anche l’unità cha si costruiva qui fra l’Alleanza dei contadini di Compagnoni e la Coldiretti di Gerardo Gaibisso, scomparso qualche mese addietro, e la Uil, si propagava per l’Italia.
Nelle mie esperienze fuori provincia, la nostra terra era nota soprattutto per questa lotta. Se queste nostre campagne non si sono svuotate è certamente merito anche della tua conquista.
Si Angelo, hai dato lustro alla nostra terra. Sul serio. Non a parole. Tutta la provincia di Frosinone fu conosciuta dalla Sicilia al nord Italia ove ci fosse un contratto agricolo vessatorio da cambiare.funerali compagnoni il Sindaco Caligiore min
Tutta la sua vicenda di dirigente nazionale dell’Alleanza Contadini prima e della Confederazione Italiana Agricoltori poi, ne è una probante testimonianza.

Hai avuto cura di tenere fede al tuo percorso di uomo e di politico con scelte che hai ritenuto di grande coerenza. Così hai vissuto anche la scelta di stare nel Partito Democratico.
Non poter seguire gli aggiornamenti politici dei telegiornali era per te una limitazione mortificante. Sentivi che impediva di formarti un tuo giudizio approfondito. I colloqui con i compagni che ti venivano a trovare ti erano insufficienti. Io me ne accorgevo, spesso le mie risposte non erano appaganti o peggio le percepivi lontane da quello che ti saresti aspettato.
Non hai nascosto mai, però in queste conversazioni, non solo con me una tua sicura delusione.
C’era un tema che quasi ti assillava. Il giorno del tuo 95° compleanno prendendo spunto da un ritardo eccessivo del servizio al ristorante sbottasti. Tu pretendesti più rapidità aggiungendo, ma perché oggi nessuno protesta?
Spesso negli ultimi tempi sei tornato su questo vuoto nella vita sociale e politica del Paese in una stagione di forti disagi diffusi e di grandi diseguaglianze mortificanti. Forte era il rapporto che individuavi fra la rivendicazione, la presenza democratica e la conquista di nuove condizioni più civili ed evolute.
Perché nessuno protesta? Una domanda che è per ora senza risposta.
Io la sento come un dono che ricevo in eredità. Sei stato un grande uomo politico. Un grande uomo. Ciao voglio salutarti anche con le parole di Giuseppe tuo figlio: Sei stato e sei un grande padre…Il tempo per la politica, fatalmente ha tolto tempo alla famiglia. Ma ci hai comunque trasmesso valori per cui non finiremo mai di ringraziarti: l’educazione, l’onestà, il concetto di solidarietà, l’amore per la cultura, la passione per la lettura e per i libri. A me personalmente anche l’amore per la terra.

Speriamo che di questo esempio non si disperdano le tracce.

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