La mozione di Nicola Zingaretti

zingarettiUna proposta per l’Italia. Prima le persone. La mozione di Nicola Zingaretti.

dal sito alessioporcu.it

UNA NUOVA ITALIA
“L’economia giusta: un nuovo modello di sviluppo che sappia coniugare la crescita con l’equita’ in un sistema fondato sulla sostenibilita’ ambientale, sociale e sulla qualita’ della vita“.

La sostenibilità come scelta strategica: inserire il principio dello sviluppo sostenibile nella Costituzione; un nuovo Piano di manutenzione del territorio e delle piccole opere contro il dissesto idrogeologico; favorire la transizione verso la mobilità elettrica, destinando il 50% degli investimenti in infrastrutture per la mobilità sostenibile nelle città e per il trasporto pubblico collettivo e condiviso; incentivare la produzione di fonti rinnovabili e l’autoproduzione di energia per cittadini, imprese e distretti; avviare un grande programma di riqualificazione energetica e messa in sicurezza sismica degli edifici pubblici e privati.

Un’agenda per l’uguaglianza: 18 miliardi di euro ogni anno per i giovani, l’1% del Pil per una nuova politica per il diritto allo studio e alla conoscenza; una dote attivabile al compimento dei 18 anni per finanziare un progetto formativo o imprenditoriale; superare i contratti atipici, rafforzare ammortizzatori sociali e politiche attive, tutelare i lavoratori della gig economy; una riforma fiscale che sostenga le famiglie con figli e i familiari a carico, introducendo un piu’ completo e vantaggioso assegno familiare universale; dobbiamo ridurre le differenze di genere nella retribuzione; una legge quadro sulla non autosufficienza; una nuova legge quadro sull’immigrazione che superi la Bossi-Fini; ripristinare il Fondo nazionale per l’affitto.

Un sistema Italia per la piena occupazione e per la crescita delle imprese: investimenti pubblici, accelerare la spesa dei 140 miliardi gia’ disponibili (obiettivo: +50% investimenti pubblici); rafforzare il credito d’imposta per la ricerca; rafforzare il credito d’imposta per la formazione; favorire il dialogo tra universita’ e imprese; procedure semplificate per i rapporti con la Pa e l’accesso al credito e alle opportunita’ finanziarie; aumento dello stipendio degli insegnanti; riservare il 10% dei fondi pluriennali degli investimenti pubblici; all’edilizia scolastica; un salario orario minimo legale per i lavoratori non coperti da contrattazione collettiva; incentivare la riduzione dell’orario di lavoro a parita’ di salario; la fiscalita’ sugli immobili strumentali d’impresa va alleggerita, rendendo l’Imu totalmente deducibile; consolidare Impresa 4.0; dimezzare l’Ires alle imprese che riducono la forbice delle retribuzioni entro il rapporto 1 a 20; soglia minima del 34% degli investimenti della Pubblica Amministrazione nel Mezzogiorno; gli incentivi per gli investimenti privati, a partire dal credito d’imposta, vanno consolidati.

UNA NUOVA EUROPA
“Dobbiamo salvare l’Europa, la straordinaria conquista messa a repentaglio dal ritorno dei nazionalismi, una minaccia purtroppo rappresentata anche dal nostro Paese. Ma dobbiamo cambiare l’Europa, perché così com’è, prigioniera dell’austerità, tecnocratica, poco rappresentativa e indebolita dagli egoismi nazionali, non rappresenta per i cittadini né un futuro né una soluzione“: puntare all’elezione diretta del Presidente della Commissione europea; riforma della governance economica: condividere vincoli e responsabilità, ma anche rischi e garanzie sui debiti sovrani.

La Bce deve essere prestatore di ultima istanza e avere mandato di perseguire non solo la stabilita’ dei prezzi ma anche la piena occupazione; la riforma del “sistema di Dublino”: deve essere la Ue, non i singoli Stati, a concedere la protezione e a garantire ai richiedenti asilo lo stesso trattamento e lo stesso rispetto dei diritti.

I confini esterni dei singoli Stati devono diventare il confine unico europeo; l’assicurazione europea contro la disoccupazione; misure fiscali per disincentivare le delocalizzazioni opportunistiche tra Paesi membri; l’implementazione del “Piano Prodi” per le infrastrutture sociali, sarebbero i primi mattoni per la ricostruzione di un pilastro sociale gia’ debole e che rischia di sgretolarsi.

UN NUOVO PARTITO DEMOCRATICO
“Il fallimento del gruppo dirigente del Pd è stato totale. Abbiamo bisogno di un Partito radicalmente diverso da quello che abbiamo conosciuto a cominciare dal rispetto delle indicazioni dei territori per la formazione delle liste. Non si tratta solo di una questione organizzativa: serve un partito che ritrovi la ragione stessa della sua esistenza: abbiamo bisogno di mettere prima le persone“: costruire luoghi diffusi, liberi e aperti, abitati in forme diverse da iscritti e non iscritti; attivare i processi decisionali che coinvolgano direttamente i protagonisti dell’opera di ricostruzione.

È la sola via per realizzare una civilizzazione reciproca, tra cittadini e dirigenti; riservare il 50% dei componenti della direzione ai territori e Giovani democratici; una nuova piattaforma web del Pd per costruire una presenza diversa, piu’ forte e organizzata sulla rete; aprire la Fondazione Democratica. Luogo di raccordo elaborazione e investimento delle politiche di ricerca e formazione, aperto alle forze intellettuali e della cultura; restituire valore all’iscrizione: il tesseramento va riorganizzato secondo modalita’ di piena trasparenza e tracciabilità.

Zingaretti, Agli iscritti va riservata l’elezione anche dei segretari e delle assemblee regionali e il diritto di voto nelle consultazioni periodiche sugli indirizzi strategici del Partito; ricostituire la Conferenza nazionale delle donne; valorizzare il ruolo dei Giovani democratici come organizzazione giovanile del Pd; rafforzare il contributo pubblico su base volontaria (il 2 per mille Irpef), e riconoscerne il 50% alle articolazioni territoriali del partito; promuovere nei Comuni e nelle Regioni alleanze nuove e vere uscendo da una stagione lunga di isolamento e di debolezza che ci ha visto soccombere ormai in troppe elezioni amministrati

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