Calenda, D’Alema, Zingaretti. Dibattito teso nel PD

L’incontro per i vent’anni della Fondazione ItalianiEuropei di Massimo D’Alema, come prevedibile, alimenta il dibattito nel Pd. Dal sito repubblica.it

Ad aprirlo è l’ex ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. Che recuperando lo schema-madre della rottamazione renziana, torna a contrappore i due ex premier: “Non può esserci nessuna alleanza naturale con D’Alema: se questo è il disegno di Zingaretti allora occire davvero mettere insieme tutte le forze liberal democratiche per opporvisi: a partire da Matteo Renzi”.
E non è la sola critica al governatore del Lazio. Calenda, ancora su Twitter, e riferendosi al messaggio inviato dal candidato alla segreteria a D’Alema, scrive: “Ma se Nicola Zingaretti manda una lettera in cui dice: “Le nostre strade si incontreranno”, possibile che ogni domenica questa lettera arrivi a un indirizzo diverso?!”. Una frecciata via twitter che nasconde uno dei nodi politici decisivi del Congresso del Pd: quello che declina la creazone di un nuovo centrosinistra senza escludere a priori l’alleanza con il Movimento Cinque Stelle. Una faglia che continua ad attraversare il Pd. Ancora Calenda: “Non capisco. L’idea di Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni è ricominciare da D’Alema, Bettini, Bassolino etc per fare un’alleanza con i 5S che stanno crollando in mezzo a mille contraddizioni? Che senso ha. Non si comprende”.
Critiche che sembrano non toccare la linea di Zingaretti. Il quale risponde: “Ci risiamo.Qualcuno vuole distruggere il Pd anche a colpi di tweet e fake news. Io non lo permetterò mai. Sulle Europee ho letto ricostruzioni fantasiose su inesistenti accordi. Io ho sempre sostenuto l’esigenza di presentare la lista del Pd”. E conclude: “Il resto sono solo campagne organizzate, su cose che non ho mai detto, dal vecchio gruppo dirigente che ci ha portato alle drammatiche sconfitte di questi anni. Serve veramente una svolta; cambiare tutto e andare avanti cominciando ad archiviare questi metodi barbari di confronto tra di noi. Voglio che i democratici siano uniti e solidali anche nel confronto o non saremo mai credibili. Pensiamo all’Italia e alla necessità di aprire una nuova fase della sua vita democratica”.

Il governatore del Lazio più che pensare a un’allenza con il Movimento, ritiene indispensabile per il Pd recuperare un dialogo con chi, pur essendo di sinistra, ha votato 5S: “Noi abbiamo bisogno di un Pd più unito, un popolo che si incontra con più rispetto e con meno dispetti e che costruisca finalmente intorno a sé di nuovo una nuova grande alleanza, diversa, ma un’alleanza. Lo dicono i fatti che questo Governo è un fallimento. Non è un giudizio politico è innanzitutto una presa d’atto che la maggioranza non ce la fa. Ed io voglio parlare con i cittadini – conclude Zingaretti – con gli elettori, con i delusi, con coloro che hanno votato Cinque Stelle o addirittura Lega perché delusi da quello che è stato il Partito Democratico in Italia e a loro dico noi vogliamo e stiamo cambiando”. Così in un’intervista al Gr Rai.

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