Il discorso di Nicola Zingaretti all’assemblea nazionale del PD

Da repubblica.it
I quattro pilastri: infrastrutture green, Rete, scuola e welfare
Quattro sono i pilastri del nuovo Pd di Zingaretti: “In primo luogo le infrastrutture materiali: serve un grande piano per un’Italia più sicura ma anche più rispettosa dell’ambiente. Perché solo con una svolta green si può tornare a produrre ricchezza. La riconversione ecologica dell’economia è il futuro. L’Italia deve contribuire all’obiettivo di emissioni zero in Europa”. Il secondo pilastro sono le infrastrutture immateriali, la Rete: “Serve un grande piano per rilanciare innovazione e sapere e superare il digital divide”. Terzo è l’infrastruttura della conoscenza: “Investire sulla scuola e sull’istruzione pubblica come architrave di un’ampia operazione di crescita culturale”. Quarto, infine, è il welfare e la sanità: “Non crediamo nella monetizzazione del welfare, ci batteremo per la sanità pubblica promuovendo quota 10, ossia un incremento di 10 miliardi per aumentare i livelli di assistenza e assumere 100mila nuovi operatori nella sanità pubblica italiana. La vera priorità di questa epoca è il lavoro, in tutto il Paese ma soprattutto nel Mezzogiorno”.
Cambiare tutto
Zingaretti poi spiega come dovrà cambiare il Pd: “Dobbiamo cambiare tutto, penso a un nuovo statuto da scrivere insieme. Credo in un partito aperto e pluralista, aperto al civismo e al volontariato, basta con il correntismo esasperato che ha lasciato fuori troppe persone. A noi serve un Pd forte ma anche una rete di corpi intermedi. Dobbiamo costruire un campo democratico largo più allargato e inclusivo, senza settarismi. Potranno farne parte anche forze diverse, forze civiche ma anche di orientamento liberale, persino nobilmente conservatrici che sono ugualmente lontane da Salvini”. Insiste sul movimento ambientalista di Greta Thunberg: “Spalanchiamo le porte del nostro partito a questa nuova generazione, ai ragazzi come Greta, non abbiamo paura di coinvolgerli”.

Matteo Renzi, assente invece per motivi privati, manda un augurio al neosegretario su Facebook: “Oggi Nicola Zingaretti inizia il suo lavoro come Segretario Nazionale del Pd. Un abbraccio a lui e a tutta la squadra che lavorerà con lui. L’Italia si aspetta dal Pd una risposta allo sfascio di Salvini e Di Maio, non più polemiche interne. Avanti tutta! Buon lavoro, Nicola”.

Forti le frecciate di Roberto Giachetti ai bersaniani che hanno lasciato il Pd. “Saremo una minoranza leale, non faremo guerra a questa dirigenza. Ma chiedo a Zingaretti di non cambiare lo Statuto nel punto del doppio incarico del segretario che è anche candidato premier”.

“Questo è un partito, non una ‘baracca’ – sottolinea invece Maurizio Martina – Siamo pronti a dare una mano, saremo una minoranza, non un’opposizione. Vogliamo dare il senso del riformismo radicale che abbiamo messo nella nostra mozione”. E aggiunge rivolto al segretario: “Non lascerei mai la battaglia del salario minimo a questa maggioranza di governo”, ribadendo che “il mio avversario è questa destra, non è dentro questa sala. Il Pd se vuole essere grande deve essere plurale”.

A chiusura dell’Assemblea, è stata letta da Gentiloni anche la lista dei 120 componenti della direzione, approvata a stragrande maggioranza. Fra di essi Sesa Amici, Goffredo Bettini, Francesco Boccia, Carlo Calenda, Monica Cirinnà, Tommaso Nannicini, Cesare Damiano, Paola De Micheli, Marianna Madia, Marco Minniti, Antonio Misiani, Andrea Orlando, Roberta Pinotti, Barbara Pollastrini, Lia Quartapelle, Marina Sereni, Sandra Zampa, Matteo Richetti, Alessia Morani, Francesco Russo, Alessia Rotta, Dario Stefàno, Beppe Fioroni, Giuditta Pini, e la già citata Maria Elena Boschi. Tra i venti componenti scelti direttamente da Zingaretti si segnalano Marco Furfaro e Maria Pia Pizzolante (entrambi dell’associazione Futura di cui Laura Boldrini è presidente), Ermete Realacci, Arianna Furi, Patrizia Prestipino, l’economista e vice presidente dell’Emilia Romagna Elisabetta Gualmini, il sindaco di Ravenna Michele De Pascale.

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