Speciale Europee. Roberto Gualtieri.

Intervista a Roberto Gualtieri
Si avvicinano le elezioni europee, qual è la posta in palio?

“Sono elezioni storiche, nelle quali si confrontano due visioni e due prospettive diametralmente opposte del nostro futuro: quella europeista, che è la nostra, secondo la quale solo rilanciando e rafforzando l’Unione Europea si potranno tutelare gli interessi e i diritti di tutti e affrontare le sfide del mondo globale, e quella sedicente ‘sovranista’ che punta a indebolire l’Europa è soffia sul fuoco del nazionalismo. La verità è che sfasciando l’Europa non si rafforza nessuna sovranità dei cittadini, perché con un Europa divisa siamo tutti più deboli. Se poi si guardano le persone che erano sul palco della manifestazione nazionalista di Milano organizzata da Salvini, vediamo che in quella sfilata di reazionari c’erano alcuni tra i peggiori nemici dell’Italia, gente che disprezza i paesi dell’Europa meridionale e professa la più’ rigida austerità e la cancellazione di ogni politica comune e di ogni solidarietà. Non è un caso che l’esponente tedesco nel suo intervento abbia attaccato Mario Draghi, reo a suo dire di aver aiutato troppo L’Italia. Noi vogliamo invece un’Europa della crescita, del lavoro, della solidarietà, che realizzi investimenti comuni in ambiente, infrastrutture, ricerca, welfare, e per questo abbiamo bisogno di maggiore integrazione e di migliori politiche comuni”.

Lo spread in questi ultimi giorni ha ricominciato a salire, questo rappresenta un rischio per l’economia italiana?

“Mentre il nostro Governo è immobile e Salvini e Di Maio fanno finta di litigare per distrarre gli italiani, il Paese va a rotoli. Lo spread ha raggiunto livelli altissimi, il che significa che la spesa in più per gli interessi su un debito pubblico, il nostro, di quasi 2.360 miliardi potrebbe arrivare a 9 miliardi di euro nel 2020 e richiedere ancora più tagli e tasse di quelli già decisi dal governo. Se poi misuriamo gli effetti complessivi di questa situazione sugli investimenti, che sono al palo, e sui maggiori costi per imprese e famiglie parliamo di un salasso complessivo di 100 miliardi per l’Italia. Non serve aggiungere altro: questo governo è pericoloso ed è ora di mandarli a casa.”

Lei si è sempre opposto fortemente al progetto di flat tax portato avanti dalla Lega. Perché?

“Perché la flat tax è la più ingiusta delle misure. È un regalo ai più ricchi a spese di tutti gli altri cittadini, che abbattendo le aliquote sui redditi più alti renderebbe impossibile finanziare lo stato sociale: sanità, scuola, università, asili nido, che poi dovrebbero essere pagati di tasca loro dalle persone. Infatti non esiste in nessuno dei paesi avanzati e prosperi dell’Europa e del mondo.”

Un suo giudizio su questo Governo

Pessimo. Le loro dichiarazioni folli e scomposte, combinate con il loro colpevole immobilismo, stanno generando incertezza, hanno bloccato la crescita e paralizzato il paese. Pensi che giovedì scorso il Governo non si è presentato al tavolo dei lavori per modificare il Decreto Sblocca Cantieri per velocizzare gli interventi di ricostruzione nei territori colpiti dal terremoto dell’Italia centrale. Un’assenza che ha comportato la mancata approvazione definitiva delle norme; uno schiaffo inaccettabile verso quelle popolazioni che aspettano di poter tornare a condurre una vita normale. È tempo di mandarli a casa e di realizzare una svolta, intorno alle proposte di rilancio del paese presentate dal segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti: riduzione delle tasse sul lavoro, investimenti sull’ambiente, scuola a costo zero per 7 milioni di famiglie. Proposte che sono il perfetto complemento di quelle che avanziamo per l’Europa: piano straordinario di investimenti, indennità Europea di disoccupazione, contrasto al dumping fiscale e salariale, più risorse per i nostri territori. In questo quadro le elezioni europee sono tre volte importanti: per salvare l’Europa dai nazionalisti, per eleggere una rappresentanza qualificata che dovrà affrontare dossier delicatissimi come il nuovo bilancio europeo, il futuro della politica agricola, la lotta ai mutamenti climatici, e per preparare la costruzione di un’alternativa in Italia intorno al Partito democratico”.

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