Crisi di Governo. Le ultime news

Crisi di governo. Zingaretti dice no, Renzi apre. Asse con Grillo per evitare le elezioni.Dal fatto quotidiano.it
Nicola Zingaretti: Io dico no al governo con i Cinque Stelle
Matteo Salvini ha aperto la crisi. Il Governo populista ha fallito e messo l’Italia in ginocchio e ora scappano per paura della manovra finanziaria perché non sanno cosa fare. Avevano promesso una rivoluzione hanno combinato un disastro: l’Italia ha crescita zero, è esplosa la cassa integrazione, la produzione industriale cala e il debito pubblico è deflagrato . L’Italia nel mondo è isolata come non mai e non contiamo più niente. Non ci sono i soldi per fare la manovra economica. Il rischio è fare nuovi debiti, o nuovi tagli, o nuove tasse. Hanno paura di ammettere i loro errori e scappano. Non è solo la fine di un governo, è la sconfitta del populismo al governo.La cultura dell’odio e del rancore ha fallito, non è la soluzione.

1) Salvini chiede il voto anche perché troppe nubi si stanno addensando sulla sua persona.Non dimentichiamo che da settimane il Ministro degli Interni è chiamato a riferire in Parlamento dei rapporti suoi e di alcuni suoi stretti collaboratori con il Governo della Russia. Su presunte tangenti e sul sistema di alleanze internazionali dell’Italia. E’ vero che si è messo a capo di una alleanza di partiti della destra europea per superare gli storici rapporti con Washington e Bruxelles e sostituirli con Mosca? È una domanda fondata perché a dirlo è il suo collaboratore di fiducia nei rapporti in Russia. Non una accusa, la nostra, ripeto, è una richiesta di chiarezza. Ma ciò che è gravissimo ed inquietante è il suo rifiuto a riferire in Parlamento. Il Presidente Conte ha addirittura alluso a questo come il reale motivo dell’accelerazione della crisi. Sicuramente non potrà essere questo Ministro degli Interni a gestire dal Viminale le eventuali libere elezioni in Italia.

2) Salvini ora chiede le elezioni. Tutto il Partito Democratico in questi lunghi mesi ha escluso con toni diversi qualsiasi ipotesi di accordo con il Movimento 5 stelle. Io sono stato accusato ingiustamente, per mesi, di essere il fautore di questo progetto nascosto. Ricordo, non per polemica ma per ricostruzione storica, il rifiuto assoluto anche solo di voler discutere di questo tema. In molti casi si è arrivati a teorizzare che in realtà con Lega e 5 stelle ci si trovasse di fronte a due destre, due facce della stessa medaglia entrambe pericolose e illiberali da sconfiggere. Ho combattuto con tutte le mie forze questa analisi che però ha sicuramente contribuito a ridurre i margini di manovra della nostra iniziativa politica.

3) Ho ben chiara la minaccia rappresentata dall’iniziativa di Salvini, addirittura per la tenuta della democrazia liberale, ma il sostegno a ipotesi pasticciate e deboli, non illudiamoci, ci riproporrebbe ingigantito lo stesso problema tra poche settimane.Di fronte a una leadership della Lega che tutti giudichiamo pericolosa e che si appella al popolo in maniera spregiudicata è credibile imbarcarsi in un esperienza di governo pd/ 5 stelle (perché di questo stiamo parlando) per affrontare la drammatica manovra di bilancio e poi magari dopo tornare alle elezioni? Su cosa? Nel nome della salvaguardia della democrazia? Io con franchezza credo di no. E’ forte dire nel nome della democrazia non facciamo votare? Ho anzi il timore che questo darebbe a Salvini uno spazio immenso di iniziativa politica tra i cittadini. Griderebbe lui allo scandalo. Daremmo a lui la rappresentanza del diritto dei cittadini di votare e decidere. Davvero allora i rischi plebiscitari sarebbero molto seri.

4) Occorre dunque prepararsi con coraggio e passione alla battaglia politica. Non dobbiamo avere paura ma proprio nel nome dei rischi per la democrazia dobbiamo chiamare alla mobilitazione gli Italiani. Dobbiamo sì lanciare un allarme generale non per chiuderci ma per combattere strada per strada in ogni angolo del Paese la battaglia più dura. Loro, Salvini, in primis, hanno fallito e per questo scappano. Ha provocato una crisi che è già costata miliardi di euro bruciati nella speculazione. Salvini è caduto per una overdose di bugie che non sa più gestire. Occorre una nuova visione e un nuovo programma e su questo chiamare a raccolta il Paese migliore. Senza egoismi o personalismi. Dobbiamo unire culture, esperienze, forze politiche ,sindaci amminsitratori, le forze intellettuali in una proposta nuova e combattere tra e per le persone. Non credo ci siano scorciatoie. Per salvare e cambiare l’Italia: una rivoluzione green dell’economia, investimenti per le infrastrutture, scuola e sanità per creare lavoro. L’Italia è più bella e più forte di quello che abbiamo visto in questi mesi e noi abbiamo il compito e il dovere di organizzarla e impegnarci con passione per farla vincere. Dovremo trovare insieme la persona che meglio sappia rappresentare questa ricchezza e sostenerla con tutte le nostre forze perché l’Italia questo si aspetta da noi. Salvini non è affatto imbattibile: a dimostrarcelo sono stati ancora poche settimane fa degli straordinari Sindaci che lavorando con passione hanno vinto. Ritroviamo questo spirito e combattiamo per un Italia verde, giusta e competitiva. Contro un progetto dell’odio che ha prodotto tanti disastri dobbiamo contrapporre come è stato suggerito una rivoluzione della speranza.

Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni, per fortuna nei passaggi ci guiderà la saggezza e l’autorevolezza del Presidente Mattarella. Ma queste sono le mie opinioni, ne dovremo discutere senza demonizzare idee diverse, senza accuse o invettive perché davvero siamo in una fase difficile nella quale c’è e ci sarà bisogno del contributo di idee e di lavoro di tutte e di tutti. Se concordiamo sul pericolo Salvini il primo assoluto bene da preservare è l’obiettivo dell’unità Ma il primo passaggio per costruire l’unità è evitare di instillare veleno tra noi: non si dica chi sostiene queste idee è per far fuori qualcuno, perché ripeto gli avversari io li ho sempre considerati e li considero fuori di noi.

RENZI DICE SI
L’ex premier: “E’ in gioco l’Italia, non le correnti dei partiti. Si andrà a votare, certo, ma prima vengono i risparmi degli italiani”. Sulla riforma costituzionale del M5s: “E’ incompleta e demagogica, ma i 5 Stelle hanno ragione a dire che sarebbe assurdo fermarsi adesso, tanto poi c’è il referendum e decideranno gli italiani”. “Andremo in Senato e ci confronteremo. E qui è in gioco l’Italia, non le correnti dei partiti. Chiederò di parlare e dirò che votare subito è folle”. Alla fine, dopo i retroscena, le ricostruzioni e le anticipazioni, l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi toglie l’ultimo velo di segreto. La risposta alla crisi di governo, dice in un’intervista al Corriere della Sera, è “un governo istituzionale che permetta di assolvere gli impegni necessari per il bene del Paese e gestire le elezioni “senza strumentalizzazioni”. Dunque nessun “accordo sotto banco”, come aveva già detto in alcune dichiarazioni delle ultime ore, ma un esecutivo per mettere in sicurezza sì.
Parole che arrivano all’indomani dell’uscita pubblica di Beppe Grillo che in un post sul suo blog pieno di metafore e espressioni da interpretare ha detto in sostanza che torna in gioco per “salvare l’Italia dai nuovi barbari”, cioè la Lega, che il M5s non è un kamikaze e quindi non bisogna scambiare la coerenza del movimento con rigidità e che i “cambiamenti vanno fatti subiti”, in riferimento al taglio dei parlamentari. “Altro che elezioni“, ha scritto Grillo. Le frasi di Renzi sono accolte dal gelo del suo ex ministro Carlo Calenda, ora eurodeputato, che spiega che la vera follia è il piano dell’ex premier che porterebbe a perdere le elezioni e anche l’onore. Ma quel che più conta è che la disponibilità arriva da Dario Franceschini, anche lui ex ministro di Renzi e ora nella maggioranza del partito come sostenitore del segretario Nicola Zingaretti: “Il Pd ne parli – dice della proposta di Renzi – Serve una scelta unitaria”. Quindi Renzi apre ai Cinquestelle, incredibile al quadrato. No, risponde l’ex premier, l’appello è a tutti: “Dalla Lega ai 5 Stelle, da Forza Italia alla sinistra radicale, dalle Autonomie ai sovranisti fino ai gruppi parlamentari del Pd, della cui tenuta non dubito”. L’ex leader del Pd pensa che “quando Mattarella inizierà le consultazioni una parte dei parlamentari dovrà aver già espresso la propria adesione a questo disegno. Così il presidente potrà valutare l’eventuale incarico a un premier autorevole“. Qui, sottolinea “non stiamo tutelando qualche poltrona, ma i risparmi e le regole“. Quanto alla crisi, Renzi dice di non spiegarsi il comportamento del leader leghista: “Per me Salvini ha paura e non sta bene. Lo si capisce guardandolo in spiaggia, e ascoltandone le farneticanti parole: ‘Italiani, datemi pieni poteri’. Renzi riflette anche sul confronto con le altre correnti nel Pd: “Leggo che il gruppo dirigente vorrebbe votare subito perché almeno si cambiano i parlamentari renziani: sono pronti a dare cinque anni di governo a Salvini pur di prendersi i gruppi parlamentari d’opposizione. Nobile motivazione, per carità, ma riduttiva. Zingaretti dice: Renzi ci dia una mano. Accolgo volentieri l’appello, ma per me la mano va data al Paese più che alla Ditta”.

Intanto Stefano Fassina di LEU pubblica un articolo in cui apre ad un governo antiSalvini.

stefanofassina

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