Espulsioni, Salvini fa peggio di Renzi e Gentiloni

Dal sito del Sole 24 ore
«La priorità sono le espulsioni». Dalla fredda Helsinki, dove ha partecipato al vertice informale dei ministri dell’Interno, Matteo Salvini ribadisce la volontà di rimandare indietro i migranti irregolari.
E tuttavia non lo sta facendo. In campagna elettorale Salvini aveva promesso seicentomila rimpatri, ma a un anno dall’entrata in carica del governo giallo-verde siamo all’1% di quella cifra.

Dati alla mano questo governo, al di là delle parole, sta rimpatriando meno persone del governo precedente. I dati che Il Sole 24 Ore ha ottenuto dal Viminale non vanno nella direzione indicata dal ministro: nei primi sei mesi del 2019 il governo ha portato a termine 3.299 rimpatri. Ipotizzando che nei prossimi sei mesi ne rimpatri altrettanti si arriverà a 6.598 rimpatri, meno dei 7.383 dell’anno 2017 e dei 7.981 nel 2018.

Qualcuno potrebbe obiettare che gli sbarchi sono calati di molto, ma i rimpatri si fanno sulle persone sbarcate almeno due anni prima, non sulle persone appena sbarcate. In termini assoluti, l’Italia è al sesto posto per ordini di espulsione dietro alla Francia (105.560), la Spagna (59.255), la Grecia (58.325), la Germania (52.930) e la Polonia (29.375).

Ma ci sono altri modi per rimpatriare i migranti irregolari? In base alla normativa 115/2008, per allontanare un migrante irregolare è possibile far ricorso a tre opzioni: l’accompagnamento coatto, il ritorno incentivato, l’espulsione con obbligo di lasciare il paese con mezzi propri. Il primo è costoso e, come abbiamo visto dai dati, non sta dando i risultati sperati. L’ultimo è inefficace perchè si basa sulla volontà del migrante di andarsene. I rimpatri incentivati invece sono quelli meno costosi e più praticati in Europa.
A meno di improvvise inversioni di tendenza, immaginando che il trend sia costante, a fine anno ci potremmo trovare ad aver incentivato meno di 300 persone a lasciare l’Italia. Un dato inspiegabile visto che per incentivare i rimpatri l’Italia potrebbe utilizzare fonti Ue. Il 31 ottobre scorso il ministero dell’Interno ha annunciato lo stanziamento di 12 milioni di euro per il finanziamento di progetti legati al Rimpatrio Volontario Assistito e Reintegrazione di almeno 2.700 cittadini di paesi terzi. I finanziamenti provengono dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (Fami), istituito dall’Unione europea nell’aprile 2014.
Infine, anche sui Dublinanti (i migranti che sono sbarcati in Italia e poi hanno passato il confine illegalmente verso il nord Europa) il governo non sta ottenendo risultati migliori dei precedenti. Secondo l’Ispi nel 2018 l’Italia ha accettato il massimo numero di trasferimenti di Dublinanti di sempre. Austria, Francia, Svizzera e Germania hanno trasferito verso l’italia circa 6.300 migranti che, dopo essere arrivati in Italia, erano andati nei loro paesi.

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