PD 2.0

Da huffinghtonpost.it
Le scelte straordinarie annunciate da Nicola Zingaretti inaugurando la nuova fase del Pd, quella post Matteo Renzi, passano anche attraverso una app. “Decine di sviluppatori sono al lavoro, senza sosta, per lanciarla a metà ottobre”, filtra da ambienti dem. E il progetto sarebbe allo studio già da prima dell’estate.

Gli utenti non solo potranno tesserarsi attraverso l’applicazione ma anche rispondere a sondaggi, avanzare proposte e nei fatti chattare con altri iscritti. “La app serve a rigenerare il Pd, a raggiungere persone che altrimenti non verrebbero coinvolte, e anche a ripopolare i circoli”, spiegano i vertici dem.

La campagna tesseramento del primo week end di ottobre nei gazebo sarà dunque affiancata da quella attraverso la app. In sostanza, viene precisato, che non ci sarà un partito dei circoli e un partito digitale. L’applicazione invece dovrebbe servire a far entrare più persone nella vita del partito. Sarà possibile geolocalizzarsi così ogni iscritto potrà conoscere quali sono le iniziative più vicine a lui. E a sua volta un segretario di circolo sa chi sono gli iscritti della sua zona e potrà contattarli. Si può dunque parlare e interagire.

È il passo in avanti che il segretario Zingaretti vuol fare per provare ad aprire il più possibile il Partito democratico e venir fuori dal vortice della scissione renziana. Un modo per contenere le fuoriuscite e aumentare il numero degli iscritti.

Una volta registrato, all’utente verrà chiesto di iscriversi pagando una quota associativa di 1 euro mensile. Ci saranno diverse sezioni tra cui “attivismo e condivisione”. La sezione Consultazioni è dedicata ai sondaggi, “in cui si offrirà la possibilità di dire la propria sui principali temi sociali e politici”, spiega il segretario. Si tratta di sondaggi non vincolanti, a differenza della piattaforma Rousseau, “ma di certo – viene spiegato – se ne terrà conto per conoscere l’umore degli iscritti”.

Nella sezione “Contributo” l’utente tesserato avrà la possibilità di visionare le proposte di legge e avrà gli strumenti per apportare modifiche e aggiunte. Inoltre potrà interloquire con la propria amministrazione comunale, per chiarimenti e proposte.

La app non vive separatamente dalla struttura del partito, serve invece, secondo chi la sta progettando, a rafforzare i circoli, ”è complementare e non intende superarli”. Ai tempi dei social, il Pd prova quindi ad evolversi verso il 2.0.

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