La leggenda del Ponte degli innamorati

Dal profilo Facebook di Flavio Venditti. 

La LEGGENDA di Mariù e il gitano Juanito, ovvero il mistero del lago Solfatara di Fontana Liri.
In tempi molto lontani viveva a Fontana una donna bellissima di nome Mariuccia, detta Mariù. Dai genitori fu data in sposa, contro il suo volere, a Martino, uomo ricco, volgare e manesco che, gelosissimo, la teneva prigioniera in casa. Le permetteva di uscire solo il giovedì per andare a lavare le lenzuola nel ruscello, piccolo emissario del lago Solfatara, in un luogo detto ” gliu rutone’. Qui, un giorno, incontrò Juanito, un giovane gitano che nel suo eterno girovagare era capitato dalle nostre parti. Capelli crespi, occhi neri, era gracile e delicato ma aveva una voce così melodiosa che quando cantava gli uccelli tacevano per ascoltarlo. Il gitano, che per la calura era solito andare a bagnarsi nelle acque fresche di quel rio, rimase folgorato dalla selvaggia bellezza di Mariù, capelli neri e occhi smeraldo. Ogni giovedì l’aspettava sulle rive del ruscello, e le cantava canzoni gitane dal cupo e dolente vocalizzo sulle sillabe “Ay” o ” Leli”, tra sguardi malinconici e occhiate tentatrici. Il marito seppe di quegli incontri e si recò al “rutone” con degli sgherri per sorprendere i due. Li immobilizzarono con la forza, Martino lego’ entrambi spalla contro spalla, con le mani dietro la schiena, e li scaraventò in acqua. Il giovane per salvare l’amata rimase sotto di lei consentendole di tenere la testa fuori dell’acqua e, con la forza delle gambe, la spinse verso le spine ai lati del rivo perché vi rimanesse impigliata e riuscisse a fermarsi. E così fu. Mariuccia velocemente si slegò ma quando riuscì a liberare Juanito si accorse che era affogato, essendo rimasto troppo a lungo sott’acqua. La donna, distrutta dal dolore, piangendo e singhiozzando, maledisse quelle acque, che le sorgenti inaridissero e potessero tornare a fluire solo dopo aver messo insieme le lacrime, versate in un anno, da tutti gli amanti infelici del mondo. Ancora oggi le sorgenti del lago Solfatara si seccano regolarmente ogni tre, quattro anni, e, dopo circa 12 mesi, le acque tornano a fluire. D’estate, con la luna, sul ponte di legno costruito proprio nel punto in cui Mariuccia e Juanito furono fermarti dai rovi, faccia in direzione del lago, c’è chi giura di sentire alle proprie spalle, sotto il ponte, tra il gorgoglio delle acque, i singhiozzi di Mariù. E con il vento la voce di Juanito che canta il suo ” El amor Brujo”.

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