È morto David Sassoli

Screenshot_20220111_105155David Sassoli – ha annunciato il suo portavoce Roberto Cuillo – si è spento alle ore 1.15 dell’11 Gennaio presso il Cro di Aviano dove era ricoverato”. C’è stata una “complicazione” negli ultimi giorni che ha “aggravato drammaticamente le sue condizioni di di salute”, ha spiegato Cuillo, parlando a Rainews24. Cuillo ha ricordato come Sassoli avesse “vissuto il suo impegno da presidente del Parlamento Europeo e suo impegno da giornalista come missione per riavvicinare le istituzioni europee ai cittadini. Un uomo buono, tenace, che ha combattuto contro il male in questi ultimi giorni”.

Da volto familiare del Tg1 e prima ancora del Tg3, a parlamentare europeo e poi presidente: giornalismo e politica le coordinate della sua vita, a cavallo fra Firenze, Roma e Bruxelles fino a diventare nel 2019 presidente dell’Europarlamento. Nato nel capoluogo toscano il 30 maggio 1956, Sassoli ha frequentato da giovane l’Agesci, Associazione guide e scout cattolici italiani. Il padre era un parrocchiano di don Milani e lui ha cominciato fin da giovane a lavorare per piccoli giornali e in agenzie di stampa prima di passare a Il Giorno e poi in Rai. Il suo volto era diventato un volto noto alle famiglie italiane soprattutto per la sua conduzione del telegiornale della rete ammiraglia della Rai, di cui è stato anche vicedirettore durante l’era di Gianni Riotta. Una carriera che si chiuse nel 2009, quando Sassoli decise di dedicarsi alla politica. Candidato come capolista del neonato Partito democratico nella circoscrizione Italia centrale, il presidente del Parlamento Ue venne eletto la prima volta con oltre 400mila preferenze e, forte di questo successo, diventò subito il capo della delegazione del Pd a Bruxelles (in quella delegazione vi era anche il frusinate Francesco De Angelis, parlamentare europeo dal 2009 al 2014. Per questo motivo è stato spesso in provincia di Frosinone, partecipando a varie iniziative politiche. L’ultima nel 2019 a Frosinone sull’agricoltura). 

Nel 2013 il tentativo di rientrare in Italia come sindaco di Roma si incaglia nelle primarie del Pd. Candidato in quota franceschiniana, Sassoli si piazza secondo, battendo il futuro presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ma ottenendo la metà dei voti di Ignazio Marino. Dopo un decennio passato fra i banchi di Bruxelles e Strasburgo, Sassoli – giunto alla sua terza legislatura – era uno degli eurodeputati più esperti. Tra il 2014 e il 2019 ricoprì la carica di vicepresidente per l’intero mandato, occupandosi soprattutto di trasporti (il cosiddetto terzo pacchetto ferroviario), politica euro-mediterranea e bilancio.

Il 3 luglio di due anni fa, all’inizio del suo terzo mandato, Sassoli venne eletto Presidente dell’assemblea. Nel suo discorso di apertura iniziale, Sassoli rabadì l’importanza di agire per contrastare il cambiamento climatico, la necessità di una politica più vicina a ai cittadini e ai loro bisogni, soprattutto ai giovani, e l’urgenza di rafforzare la democrazia parlamentare e di promuovere i valori europei. Durante la situazione eccezionale e senza precedenti causata dalla pandemia di Covid-19, Sassoli si è impegnato affinché il Parlamento europeo rimanesse aperto e continuasse ad essere operativo, introducendo – già nel marzo 2020 – dibattiti e votazioni a distanza, primo parlamento al mondo a farlo.

Sposato e padre di due figli, tifoso della Fiorentina, Sassoli viveva a Roma ma appena possibile si spostava nella casa di Sutri, paese medievale della Tuscia lungo la via Cassia, una trentina di chilometri a nord della capitale, per coltivare le sue passioni per il giardinaggio e le buone letture. Sassoli è stato il secondo presidente italiano del Parlamento europeo dopo Antonio Tajani da quando l’assemblea di Strasburgo viene eletta a suffragio universale. Il suo incarico sarebbe scaduto a giorni: la prossima settimana si terrà infatti la riunione plenaria dell’Europarlamento che si riunirà a Strasburgo per eleggere il suo successore.

 

Il ricordo di Francesco De Angelis 

David Sassoli ci ha lasciato. Ci ha lasciato un politico straordinario ed un uomo ancor più eccezionale. Fuori dal comune per capacità, competenza, lealtà, empatia.
Ci ha lasciato il Presidente del Parlamento Europeo e per me un amico.
Ho sempre apprezzato la sua profonda umanità, il rispetto per gli altri, la capacità di riuscire a mantenere i toni sempre pacati ma in grado di arrivare dritti al cuore delle cose, a testimonianza di come l’autorevolezza non appartenga agli urlatori, ma a persone come lui.
Sono tanti i ricordi che oggi affiorano nella mia mente. Momenti trascorsi insieme, nel partito e in Parlamento, dove abbiamo lavorato in maniera entusiasmante. Attimi che rimarranno indelebili nella mia memoria.
In questi casi è sin troppo semplice scivolare nella retorica, ma non per il ricordo sincero di un grande uomo.
David mancherà a tutti, anche a chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarlo di persona. Mancherà il suo sorriso.
Un abbraccio alla sua famiglia.

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