A proposito di “Gente Pericolosa”

A cura di Lino Bianchi 

Dopo la pubblicazione de “L’Eko, Volantino Progressista a periodicità casuale Gennaio 2022” (reperibile nella sezione “L’Eko” del sito del PD di Fontana Liri), ho gradito ricevere la telefonata di una delle persone direttamente coinvolte negli avvicendamenti dei rappresentanti della minoranza nel consiglio comunale del nostro paese.

La telefonata, generata dal mio articolo “GENTE PERICOLOSA”, forse non sufficientemente chiaro nell’affrontare in poche parole temi ed argomenti certamente complessi, ha avuto il pregio di sollecitare un confronto fra punti di vista certamente differenti ma potenzialmente carico di sviluppi positivi.

Nel merito posso qui ribadire, avendo più spazio a disposizione, che va considerata “Gente Pericolosa” qualsiasi persona agisca, con comportamenti, atti e/o dichiarazioni, senza preventivamente considerarne e valutarne le conseguenze.

Come troppe persone note ed addirittura alla testa di movimenti politici hanno fatto sul tema della pandemia che da due anni ci attanaglia.

Cosi come “Gente Pericolosa” è da considerare chi scambia il ruolo politico di “opposizione” con l’azione del sostenere “l’Opposto” di qualsivoglia argomento e/o decisione della maggioranza che governa.

Questo è il comportamento che ho definito non da politici ma da POLEMICI.

Venendo poi alle questioni locali, cui ho fatto riferimento nell’ultima parte del mio articolo, sono da considerare non le persone, ma i loro comportamenti politici.

Non ci si può candidare al Consiglio comunale e sostenere “io non faccio politica”; questa stessa affermazione è una contraddizione in termini: si afferma un principio e lo si sostiene nel confronto con gli altri, proprio ciò che fa il politico.
Si sta facendo politica, non importa se a sostegno di uno schieramento o di un semplice principio.

La Politica, con la “P” maiuscola è un’arte nobile, è l’arte del saper creare consenso, ed il Politico deve saper proporre, argomentare, ascoltare, sostenere, mediare, decidere ed assumersi la responsabilità delle decisioni prese nei confronti dell’elettorato.

Come giudicare chi si è proposto all’elettorato per dar loro rappresentanza ed una volta eletto rinuncia a svolgere il compito che l’elettorato gli ha affidato?
Egli tradisce la parola data e le spiegazioni pubbliche agli elettori sono quantomeno dovute.
Saranno gli elettori a decidere se dare ancora fiducia al politico nel caso volesse nuovamente riproporsi.

E sempre restando sulle questioni locali, come interpretare la scelta politica degli avvicendamenti nei ranghi dell’opposizione se non con la necessità, da essi ravvisata, di portare in consiglio una persona, sempre da essi stessi ritenuta, più capace di sostenere la loro scelta politica di contrapposizione?
Si vuole continuare con questa impostazione alla ricerca del cavillo che possa creare ostacolo alla amministrazione del Sindaco Sarracco?

Non è più questa la politica che si intende perseguire? C’è veramente disponibilità al confronto, pubblico, esplicito, come si dice “alla luce del sole”?
Oltre alle sedi ufficiali questo sito può esserne la sede; disponibile come è sempre stato ad ospitare dibattiti: si propongano gli argomenti e sarà messo a disposizione lo spazio necessario.

Hai visto mai che dal confronto escano fuori le ragioni per sostenere questa amministrazione anziché creare ostacoli.

Per quanto mi riguarda ho già dato impegno alla persona che mi ha telefonato di ricontattarla per prendere un caffè e cogliere l’occasione per conoscersi meglio e discutere mettendo a confronto le nostre idee.
Manterrò l’impegno.

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