Vittorio Save Sardaro e l’astensiosmo

A cura di Vittorio Save Sardaro, in vista delle prossime elezioni amministrative di Anagni. 

Non c’è più interesse al voto

Non suscita più del necessario l’interesse per l’elevata percentuale di astensioni che si verifica oramai in qualsiasi scadenza elettorale.
L’astensionismo è andato crescendo in Italia a partire dagli anni settanta quando si cominciò a denunciare la corruzione di quasi tutti i partiti politici. Le elezioni dal 1948 al 1976 vedono l’affluenza degli elettori alle urne con un’incidenza assai rilevante del 92%, che diminuisce sempre più a partire dal 1979. Così che dall’iniziale astensionismo del 6,6% degli elettori alle politiche del 1976 si è arrivati oggi alla non partecipazione al voto che sfiora il 50%.
Un fenomeno che interessa tutte le consultazioni, europee, parlamentari, regionali e amministrative degli ultimi anni, in cui vi è stato un continuo calo di partecipazione al voto, sempre più vistoso nelle ultimissime tornate elettorali.
La progressiva crescita dell’astensione si manifesta come prodotto della perdita del valore della politica.
Il vuoto della sua qualità è una manifesta autoproduzione del ceto politico.
Un distacco che ha i connotati della protesta nei confronti di chi ha deluso attese e speranze, provocando un rifiuto del sistema partitico, tanto da indurre a riversare i consensi verso formazioni politiche che dicono di respingere quel sistema.
Ma cosè la politica però senza i partiti.
Alle amministrative che si stanno organizzando ad Anagni, si presenteranno quattro coalizioni formate da circa 28/30 liste di cui solo quattro sono formazioni di partito: PD, FI, FdI, Lega.
Le altre circa 25 liste civiche sono formate da uomini e donne che non sono il prodotto di scelte politiche e di interessi di parte, come dovrebbe essere se si appartenesse a una formazione partitica.
Esse sono l’espressione di vantaggi personali con un individualismo esasperato per primeggiare.
Una scelta facile perché svincolata da regole che sarebbe doveroso osservare se si appartenesse a un partito che ha l’obbligo di attenersi a procedure per definire programmi, coalizioni e candidature
E’ difficile sottostare, per chi vuole candidarsi, al giudizio degli organismi dirigenti di un partito che vuole approfondire, discutere e approvare in modo democratico le scelte che deve compiere.
Gli elettori vogliono candidati riconoscibili in partiti che danno garanzie e sono espressione di una comunità politica, raccolta intorno al suo simbolo, che ha scelto sulla base di criteri e di un confronto aperto chi deve rappresentarlo.
Se non c’è questo l’astensione sarà sempre più ampia.
Lo stesso PD ad Anagni ha scelto in modo sconsiderato di infilarsi in una coalizione esclusivamente civica, finendo per sbiadire la sua identità politica e per perdere la sua credibilità.
Uno sfaldamento del partito che ha portato pezzi dello stesso gruppo dirigente del Circolo e membri della Direzione Provinciale ha fare scelte rivolte a costituire e fare parte di liste civiche. Uno smembramento del partito che allontana i cittadini dalla politica e dalla partecipazione al voto.
Una condizione che favorisce l’astensionismo come prodotto della perdita del valore della politica e dei partiti.
Consapevole dei rischi che il PD correva, ho ripetutamente e in tutte le circostanze e in ogni modo tentato di arginare questa deriva del partito.
Una soluzione accettabile sarebbe stata quella da me proposta di presentarsi da soli, con la propria lista e il proprio simbolo e con tutto il gruppo dirigente in prima linea, per recuperare un orgoglio di appartenenza e mantenere unito tutto il partito.
Fare una battaglia per il proprio Partito è sempre stata una scelta giusta ed onorevole.
Non ho avuto ascolto e il risultato è quello che conosciamo.
Ci sono ancora, tuttavia, possibilità per recuperare una partecipazione dei cittadini per spostare il voto degli elettori disinteressati alla politica e sollecitare le migliori risorse dell’intera società per farsi partecipi di un cambiamento della società anagnina.
Un obiettivo che intendo perseguire, nonostante tutto, con impegno e tenacia nell’interesse del PD e dei cittadini.

Vittorio Save Sardaro

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