Santuario della Madonna di Loreto

Dalla pagina facebook del Comune di Fontana Liri. 

Oggi GIOVEDI 19 Giugno comincia il mese mariano alla Madonna di Loreto, con le Sante Messe celebrate tutte le mattine alle ore 7.00 e la domenica alle ore 8.30. 
Per le domeniche e la novena il Comune mette a disposizione il servizio navetta. 
Con l’occasione pubblichiamo un importante e storico articolo, segnalato da Fabio Sili, appassionato di storia religiosa del territorio e già Priore della Confraternita di Sant’Antonio di Arpino, di un libro del Medioevo che parla del Santuario della Madonna di Loreto. Ringraziamo Fabio Sili per la preziosa segnalazione. 
 

IL SANTUARIO DELLA MADONNA DI LORETO TRA I 12 SANTUARI PIU’ IMPORTANTI DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

Nel 1715 il predicatore domenicano Serafino Montorio dà alle stampe lo Zodiaco di Maria, opera monumentale che, dividendo le province del Regno di Napoli nei dodici segni dello zodiaco, passa in rassegna i principali santuari mariani dall’Abruzzo alla Calabria. Ad ogni santuario attribuisce una stella descrivendo leggende di fondazione, miracoli, icone venerate nei più importanti centri mariani del tempo trasformando in dati storici una serie di informazioni e storie che probabilmente non sarebbero giunti fino a noi. 
Un lavoro imponente, sui principali santuari Mariani che all’epoca esistevano dall’Abruzzo alla Sicilia. Un’opera dedicata alla Vergine Maria venerata nelle 12 province del Regno che sono paragonate ai segni dello zodiaco. Ogni stella raffigura un’immagine di Maria, la chiesa in cui è custodita e si venera e la città o il paese che la ospita. 
TRA I DODICI SANTUARI DEL REGNO DELLE DUE SICILIE, ANCHE IL SANTUARIO DELLA MADONNA DI LORETO DI FONTANA LIRI
Passando alla provincia di Terra di Lavoro (Basso Lazio), a pag. 203 l’autore parla di Santa Maria di Loreto nella Terra detta Fontana della Diocesi di Sora. E spiega: “Una delle principali terre di questo Ducato, e Diocesi, è detta Fontana, posta sul piano d’una collina, sotto le radici del monte, che prende il nome da una cappella dedicata alla Santa Vergine e a Martire Lucia, e tiene l’aspetto verso l’occaso, ineguale, e sopra a duri sassi. Ella numera sopra mille e quattrocento anime, ed anticamente fu detta da Romani Castrum Scipionis. Da ogni parte è circondata  da Monti, fuorchè dalla parte occidentale, dove divindendoli detti monti formano una spaziola pianura verso Sant’Eleuterio del Territorio di Arce, Santo che in quelle parti molti prodigi fa spiccare la sua intercessione appresso di Dio a favore di quei popoli. Tra quella Terra e Monte San Giovanni, corrono i due rimonati fiumi Liri e Tribesio, che sotto il Contado di Arpino dividono il nostro Regno dallo Stato Ecclesiastico. Fontana dunque giace tra li due monti di Santa Lucia e quello di Vallerona. Da quella parte, poi, per cui si va a Sora, ed all’Isola, calandoli alla Valle di Curzio e tirando verso un torrente, che dal volgo vien detto Rio, circondata da sette monti distante da Fontana circa mezzo miglio, vedevali una Cappellina alta 12 palmi, larga 10 e 13, lunga sotto l’invocazione di Santa Maria di Loreto, altrimenti della Graziana, fabbricata per la sua speciale devozione da Cicco (nome diminuitivo di Francesco Palleschi) l’anno 1565. A man dritta di detta Cappella era dipinto un campanile: all’incontro una iscrizione, e nel mezzo la Beatissima Vergine in atto d’adore il suo figliuolo, che sta in piedi, sotto era colorita una casa, come pingesi quella di Loreto. Ma in quel tempo era così consumata dall’antichità, che appena scorgevali, che il volto di Maria fosse olivastro. Spiccano ora i colori, non perchè fosse stata da umano pennello ritoccata, ma prodigiosamente ricolorita, onde quanto più osservati, tanto apparisse più bella e splendente. Per tradizione narrasi che settant’anni sono vi concorresse gran popolo per li continui miracoli, che la Vergine operava, ed in particolare nel liberare gli ossessi da spiriti infernali”. 
Il libro prosegue con l’elenco dei miracoli e miracolati come Giuseppe Orsino, Domenico Martinozzi (canonico e vicario che propose di ampliare la Cappella), Caterina Lucchetta, Domenico Di Coccolo, Una donna di Roccasecca, per nome Lorenza di Benedetto, Il Signor Filippo Quartucci della Terra di Arce, una donna nativa d’Arpino, detta Fabiana Iufrati, Raimo Fiorino di Fulvavetera di Campagna, Vincenzo Ferrante del Colle Santo Manno vicino Roccasecca, Angiola Pannozzi di Campomele, Chiara Maria di Giuseppe Carnevale, Antonio Mastroluca di Castelnuovo, Geronimo figlio di Benedetto Tommaselli, Angela della Terra di Arpino, Tommaso Sacchetti delli Colli San Giovanni (quest’ultimo addirittura dato per morto annegato nel fiume  e poi tornato a casa sano e salvo). 
I CONTINUI MIRACOLI FANNO CRESCERE LA DEVOZIONE
Intanto il concorso li rese ammirabile non solo dei vicini, ma anche dei popoli lontani, nom solo privatamente, ma con pubbliche processioni, quali spopolandosi le terre per venerare quella fagratissima Immagine della Vergine Lauretana, ò Graziana come con altro nome vien detta, lasciando ivi ciuascuno un caldo tributo di lagrime estratte dalla di vocazione: e la Madre di Dio, corrispondendo alla loro fervida fede, apriù la tesoreria delle sue grazie a beneficio di tutti (…). Per questi, ed altri innumerevoli prodigi, crebbero a segno tale le limosine dei popoli beneficati, che potè fabbricarli più grande, ed alla moderna Chiesa, trasportandoli con diligenza la Sacra Immagine sull’altare Maggiore.
LA FESTA DELLA MADONNA
La sorpresa è che nel libro viene citata la festa della Madonna di Loreto che “in detta Chiesa si celebra la Festa solennissima l’ultima Domenica del mese di Luglio, con gran concorso dei Popoli convicini, e lontano, che corrono a venerare la Vergine Santissima, alla quale dirò per dire con San Bonaventura”. Si fa riferimento all’ultima domenica di Luglio e non al terzo Sabato di Luglio, come invece la tradizione popolare fontanese celebra i festeggiamenti. 
Le notizie sulla Madonna di Loreto di Fontana Liri sono tratte da un breve Sommario di D. Domenico Antonio Martinozzi autenticato dal pubblico Notaio Filippo Fulvio Pistillo e dal Vescovo trasmesse al predicatore Serafino Montorio ad  Agosto 1714.
processione (1)

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