Dalla pagina facebook “Sei dell’Abruzzo se” e “Abruzzo Antico”.
L’ABRUZZESE CHE INVENTÒ IL CASCO
la storia dell’uomo che trasformó il dolore in ingegno.
Abruzzo Antico vuole raccontare una storia poco conosciuta, ma eccezionalmente bella e potente.
È una storia che nasce dal flusso migratorio abruzzese tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando migliaia di uomini lasciarono i loro paesi portando nel mondo mestieri antichi, intelligenza pratica e una straordinaria capacità di adattamento.
A questo flusso si lega anche Luciano Di Lello, nato il 20 giugno 1876 a Villa Santa Maria, nel cuore del chietino, in una terra dura ma ricchissima di saperi artigiani. Qui impara l’arte della calzoleria e la lavorazione del cuoio, competenze che diventeranno decisive per il suo futuro.
Come tanti abruzzesi dell’epoca, Di Lello emigra giovane in Francia e si stabilisce a Parigi, simbolo del progresso europeo. Apre una bottega al numero 20 di Rue des Acacias, nel XVII arrondissement, e diventa un artigiano stimato, realizzando calzature di pregio per la nobiltà parigina e per le ballerine dell’Opéra.
Costruisce una famiglia con la moglie Anna Di Cicco e ha tre figli, ma la sua vita viene segnata da una tragedia devastante: la morte del figlio Marcel, investito da un tram e ucciso da un trauma cranico.
In un’epoca in cui motociclisti, automobilisti e persino aviatori viaggiano senza protezione, Di Lello trasforma il dolore in ingegno.
Nel suo laboratorio parigino, all’inizio del Novecento, realizza il primo casco protettivo moderno, in cuoio, composto da due strati separati da un interspazio di molle, progettato per assorbire gli urti e ridurre i traumi alla testa.
L’invenzione viene brevettata in Francia con la dicitura S.G.D.G. e prende il nome di “Casque Protecteur Lucien”. Il casco viene collaudato anche dal pilota italiano Alessandro Anzani, che diventerà campione del mondo di motociclismo nel 1905 e inventore del motore a tre cilindri.
Il successo è immediato e ufficiale: nel 1905, a Parigi, Luciano Di Lello riceve il Grand Prix, la medaglia d’oro e la Croce al Merito, e per anni in Francia il casco viene chiamato semplicemente “Lucien”.
Prima di morire, Di Lello brevetta anche un’altra invenzione straordinariamente moderna: un giubbotto di cuoio gonfiabile per la protezione di motociclisti e ciclisti, vero antenato degli airbag, presentato e premiato all’Esposizione Campionaria Internazionale di Firenze del 1904.
Luciano Di Lello muore nel 1912, lontano dalla sua terra, mentre la sua invenzione continua a diffondersi e a salvare vite, diventando obbligatoria in Italia solo dal 1986.
Solo in tempi recenti l’Abruzzo e l’Italia hanno iniziato a rendergli giustizia, con omaggi istituzionali, il riconoscimento alla Camera dei Deputati e la nascita del Museo del Casco a Villa Santa Maria.

