Fotografia degli effetti covid

Dal profilo Facebook di Lanfranco De Angelis. 

A più di un anno e mezzo dai primi focolai di coronavirus in Europa, gli effetti della pandemia e delle restrizioni sulle generazioni più giovani rischiano di avere “gravi ripercussioni psicologiche e socioeconomiche” su milioni di persone.

A fotografare questa situazione è un progetto del quotidiano britannico “Guardian”, che insieme ad altre testate ha intervistato centinaia di giovani della Generazione Z. Una recente ricerca della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound), pubblicata nell’aprile del 2021, stima inoltre che il 64 percento dei giovani europei sia a rischio di depressione.

Massimiliano Mascherin, capo unità di ricerca per le politiche sociali della Fondazione, ha dichiarato che “un gruppo sociale importante ha passato un anno e mezzo del proprio periodo formativo in un blackout totale, senza fare esperienze.” I governi e la classe politica, nelle risposte date al Guardian, sono accusati di essersi completamente “dimenticati” delle generazioni più giovani.

A tal proposito, in un editoriale il giornalista Paul Mason sostiene che la pandemia potrebbe “politicizzare” la Generazione Z su molti temi che definiranno il futuro prossimo—dal razzismo sistemico alla crisi climatica, passando per la lotta alle diseguaglianze e la critica al capitalismo.

Dalle interviste emerge inoltre la diffusa sensazione che le generazioni precedenti abbiano lasciato un mondo terribile sotto molti punti di vista, e che i ragazzi e le ragazze di adesso sentano in qualche modo di dover sistemare le cose. Come ha detto al “Guardian” un ragazzo francese di 16 anni, “abbiamo tanti problemi da affrontare e tante rivoluzioni da innescare.”. 

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