Dalla pagina Facebook Teatro Napoletano.
Un ricordo di Carlo Giuffrè nato a Napoli Il 3 dicembre 1928. Carlo Giuffrè si è diplomato all’Accademia nazionale d’arte drammatica, iniziando poi a lavorare con il fratello Aldo in teatro nel 1947. Due anni dopo la coppia debutta con Eduardo De Filippo, inaugurando una lunga collaborazione. Nel 1963 entra nella Compagnia dei giovani: Giorgio De Lullo, Rossella Falk, Romolo Valli ed Elsa Albani. Resterà con loro per otto anni. Tra i testi rappresentati, “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello, “Tre sorelle” di Cechov, “Egmont” di Goethe. Poi comincia a mettersi in proprio ed insieme al fratello Aldo si avvicina di nuovo al repertorio di Eduardo mettendo in scena, anche come regista, “Le voci di dentro”, “Napoli milionaria!”, “Non ti pago” e “Natale in casa Cupiello”. Per lungo tempo fu l’unico ad avere l’autorizzazione ad interpretare le commedie di Eduardo. Prestigiose anche le sue apparizioni sul grande schermo, da “La ragazza con la pistola” di Mario Monicelli (1968) al “Pinocchio” di Roberto Benigni (2002), in cui interpreta il ruolo di Geppetto. Negli anni ’70 diventa celebre per la sua partecipazione alle così dette commedie sexy: tra queste, “La signora è stata violentata!” del 1973 e “La signora gioca bene a scopa?” del 1974. Attivo anche in televisione, partecipa agli sceneggiati “Tom Jones” (1960) e “I Giacobini” (1962). Nel 1971 presenta il Festival di Sanremo. Nel 2007, in occasione della consegna del tributo alla carriera assegnatogli dal “Premio Eti – Gli olimpici del teatro”, Carlo Giuffrè viene insignito del titolo di Grande Ufficiale dal Presidente della Repubblica: quell’anno porta in scena un altro classico di Eduardo, “Il sindaco del rione Sanità”. L’ultima sua apparizione sul palco è del 2015, con l’adattamento teatrale del film di Steven Spielberg “Schindler’s List”. L’ultima interpretazione al cinema è invece nel 2016, nel film di Vincenzo Salemme “Se mi lasci non vale”. Muore a Roma il 1º novembre 2018. Abile regista e adattatore di commedie, le sue risceneggiature delle commedie “A che servono questi quattrini” di Edoardo De Filippo e “I casi sono due” di Armando Curcio sono sicuramente notevoli, così come la scrittura e l’interpretazione di “La fortuna con la F maiuscola”, una delle poche commedie scritte interamente da Carlo Giuffrè. Numerosi anche gli sketch di varietà e cabaret, sempre in coppia con il fratello Aldo, nel programma televisivo “Giochiamo al varietà”. Si cimenta anche con la farsa, genere comico particolarmente impegnativo, con “Francesca da Rimini”.

