In ricordo di David Riondino

E’ scomparso David Riondino. Attore, poeta, compisotore, cantautore, scrittore, regista, autore. Personaggio poliedrico del mondo dello spettacolo: ‘filosofo’ per il mitico Lupo solitario di Antonio Ricci, commediante per il teatro comico, principe del sarcasmo in tv e cantante umoristico per il Maurizio Costanzo show.
I funerali saranno celebrati martedì 31 marzo alle 11 a Roma, nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo.

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David Riondino, artista poliedrico. A cura di Gianpio Sarracco

Il filo conduttore della sua opera artistica è sempre quello della satira, del sarcasmo, della battuta fulminante, e non a caso inizia negli anni Ottanta dalla satira con i giornali satirici Tango, poi Cuore e Linux, che sono un laboratorio di giovani talenti della penna affilata.
Parallelamente comincia un percorso musicale con il Collettivo Victor Jara, incide due dischi per i circoli Ottobre: “Collettivo Victor Jara” e “Non vi mettete a spingere”.
Dagli anni ’80, pubblica altre canzoni in dischi come “Boulevard”, “Tango dei Miracoli”, con illustrazioni di Milo Manara. Sua è la canzone “Maracaibo”, interpretata da Lu Colombo, diventata una hit nel 1981.

Ha vinto il premio Tenco per la miglior canzone con LA BALLATA DEL SI E DEL NO nel 1992, canzone che racconta la caduta della Prima Repubblica, accompagnato dal chitarrista Tom Sinatra.

Il brano è inserito nell’album “Quando vengono le ballerine”, uno dei migliori realizzati dall’artista, in cui regala anche dei finti inediti di Francesco De Gregori, Franco Battiato, Paolo Conte e Roberto Murolo (con la strampalata canzone “U sguarguariello”). 
Collabora con Comix e Linus, poi con Il Male di Vincino e Vauro, e l’Unità di Staino.
Tra il dicembre 1978 e il gennaio 1979 ha l’occasione di aprire i concerti nella tournée di Fabrizio De André con la Premiata Forneria Marconi i cui membri Patrick Djivas e Franz Di Cioccio avevano suonato nell’album d’esordio appena uscito. L’anno successivo esce il secondo disco Boulevard.
Come attore nel 1987 con Paolo Rossi, mette in scena “Chiamatemi Kowalski” e poi “La commedia da due lire”. Negli anni successivi, collabora con Sabina Guzzanti con cui sarà legato sentimentalmente per lungo tempo.
Molte le sue interpretazioni per il cinema, con grandi registi e grandi film come “Maledetti vi amerò” di Giordana, “La notte di San Lorenzo” dei fratelli Taviani, “Kamikazen” di Salvatores, “Cavalli si nasce” di Staino. Firma come regista il film “Cuba Libre, velocipedi ai Tropici” nel 1997, e diversi documentari sugli improvvisatori in versi della isola di Cuba.
Il suo nome è molto legato anche alla TV: prima Lupo Solitario con Antonio Ricci, poi fa parte dei programmi tv “Zanzibar”, “Fuori orario”, “Aperto per ferie”, “L’araba fenice” e negli anni recenti “Quelli che il calcio” e “Bulldozer”. Nell’araba fenice interpreta un regista che viene intervistato da Silvio Orlando, regalando numerosi intermezzi comici. 
Nel 1995 conduce con Daria Bignardi “A tutto volume”, programma dedicato ai libri.
Nel 1997 inizia anche un lungo e proficuo sodalizio con Dario Vergassola, portando a teatro vari lavori, tra cui: “I Cavalieri del Tornio”, un recital per due chitarre, “Todos Caballeros”.
Un capitolo a parte meritano le sue numerose presenze al Maurizio Costanzo Show: dal 90 in poi è uno dei cabarettisti del programma, alternadosi con i vari Giobbe, Enzo Iacchetti, Dario Vergassola, Stefano Nosei, Paolo Hengel, Mario Zucca e tanti altri. La sua caratteristica sono le canzoni inventate sul momento, traendo spunto proprio da quello che accadeva nella puntata del Maurizio Costanzo Show.
Oppure diventava Joao Mesquinho, lo strano “cantautore brasiliano”, in cui con un finto brasiliano, regalava simpatiche melodie.
È stato l’ideatore del festival “Il giardino della poesia”, a San Mauro Pascoli, luogo natale del poeta, dove presenta cicli di “letture illustrate” su D’Annunzio, Scotellaro, Ovidio, Kazanzakis. Canzoni e poesie diventate negli anni anche spettacoli teatrali: “Racconti Picareschi”, “Fermata provvisoria”, “Bocca baciata non perde ventura” (canzoni e novelle da Boccaccio).
Il Riondino scrittore ha pubblicato per Feltrinelli “Rombi e Milonghe” e per Nottetempo “Sgurz”. Nel 2016 per Magazzini Salani “Il Trombettiere”, poemetto corredato da cento illustrazioni di Milo Manara. Nel 2019 ha pubblicato tra l’altro per Castelvecchi “Sussidiario”, che raccoglie molti dei suoi scritti satirici in versi. 
Nel 1995 era salito sul palco del Festival di Sanremo insieme a Sabina Guzzanti con il brano Troppo sole, facendo parte del gruppo della “Riserva Indiana”, metafora di una sinistra che con Berlusconi al governo rischiava di dover essere confinata.
Nel 1996 debutta come autore e unico interprete del recital “Solo con un piazzato bianco”.

L’anno seguente fonda con Sabina Guzzanti, Antonio Catania e Lelia Serra la società di produzione Giano. 

Dalla stagione 1999-2000 è stato consulente artistico del Teatro degli Illuminati di Città di Castello, dove nel 2009 ha presentato per il Festival delle Nazioni, in prima mondiale, insieme a Piergiorgio Odifreddi, Flatlandia di Flavio Emilio Scogna, su testo di Edwin Abbott Abbott. 

Cantautore, comico, autore, narratore, regista, attore, compositore, poeta, stornellatore, musicista: un artista a tutto campo che ha attraverso con garbo ed ironia diversi ruoli del mondo dello spettacolo. 

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