Da altroconsumoNegli ultimi anni la friggitrice ad aria si è affermata come uno degli elettrodomestici più diffusi nelle nostre cucine. Nata come alternativa più leggera alla frittura tradizionale, è oggi utilizzata per preparare una grande varietà di piatti, dalle patatine alle verdure, fino a carne, pesce e dolci. Accanto alla diffusione, però, sono emersi diversi interrogativi: le alte temperature possono favorire la formazione di sostanze potenzialmente cancerogene, come l’acrilammide? I rivestimenti antiaderenti contengono PFAS? Ci sono rischi per la salute? In questo articolo analizziamo le prove scientifiche disponibili per capire se la friggitrice ad aria fa male e come utilizzarla in modo corretto e consapevole.
Come funziona e da dove nascono i dubbi
Nonostante il nome, la friggitrice ad aria non frigge nel senso tradizionale del termine. Il risultato può ricordare quello della frittura, con una superficie dorata e una consistenza croccante, ma il processo di cottura è diverso.
Nella frittura classica, gli alimenti vengono immersi nell’olio bollente, che penetra nel cibo aumentandone il contenuto di grassi e calorie. Nella friggitrice ad aria, invece, la cottura avviene grazie a un flusso di aria molto calda che circola intorno agli alimenti, permettendo di ottenere una consistenza simile con poco o nessun olio.
Per questo motivo, i cibi preparati con la friggitrice ad aria hanno in genere un contenuto di grassi inferiore rispetto ai fritti tradizionali e non possono essere considerati equivalenti dal punto di vista nutrizionale. Allo stesso tempo, si tratta comunque di una cottura ad alte temperature, simile a quella del forno ventilato: è proprio questo il punto d’attenzione principale e da cui nascono i principali dubbi sui rischi per la salute, per via dei processi che avvengono durante la cottura a temperature elevate e che modificano i cibi o comportano il rilascio di sostanze da parte dei materiali impiegati.

