di Marco Marzilli
Fontana Liri è un piccolo paese che si trova sulla Statale 82 “Valle del Liri”, a circa 6 chilometri da Arce in direzione Sora. Esso è diviso in due parti; la prima è posta immediatamente accanto alla Statale, mentre la seconda è arroccata sull’adiacente collina. Vi si trovava (e vi si trova) un importante polverificio militare (fondato nel 1893), le cui installazioni erano però state smontate e portate via dai tedeschi durante l’occupazione.
Data la sua posizione relativamente riparata e ben collegata, Fontana Liri fu ben presto sfruttata dalla Wehrmacht come retrovia e luogo di riposo per le truppe che combattevano a Cassino. In particolar modo, vi si installarono alcune unità di paracadutisti della 1ª divisione (la cui presenza è testimoniata tra l’altro da alcune foto d’epoca e una unità antiaerea del Flak-Abteilung 945. Sotto l’occupazione tedesca si verificò l’uccisione di quattro italiani dipendenti del Polverificio, i loro nomi erano: tenente Luigi Di Vicino, soldato Pasquale Barretta, soldato Michele Bonavolontà e il ragioniere Felice Sanità. Il loro sacrificio è ricordato da una targa all’interno dello Stabilimento militare. Dopo lo sfondamento delle linee Gustav e Hitler, la Statale 82 divenne, assieme alla Casilina, una delle vie di fuga per le truppe tedesche in ritirata (vi transitò una buona parte del LI Corpo d’Armata in fuga verso Avezzano), le quali si muovevano lungo l’asse Sora – Balsorano per defluire poi verso nord. Al fine di intralciare il più possibile l’avanzata Alleata, queste disposero la distruzione dei ponti della linea ferroviaria Roccasecca – Avezzano (transitante per la parte superiore del paese), nonché la messa in opera di un elevato numero di trappole esplosive. Quest’ultimo aspetto rese difficoltoso sia il transito che lo stazionamento dei militari indiani e neozelandesi attraverso Fontana Liri a partire dal 29 maggio, giorno della liberazione. Nel luglio del 1944 un piccolo contingente di tecnici ed operai, per la maggior parte volontari, ritornarono al Polverificio iniziando una prima ricostruzione e procedendo alla bonifica da mine e da altri ordigni predisposti dalle truppe d’occupazione in ripiegamento. Recuperate parte delle attrezzature e degli impianti, furono poi riprese alcune delle attività lavorative del Polverificio.
MEMORIE NEOZELANDESI
“Le strade lungo il Liri erano piene di confusione e trambusto, jeep che correvano in tutte le direzioni, grandi camion che si spostavano carichi di ponti Bailey, ingorghi stradali e code; e poi carri armati che si muovevano pesantemente aggiungendosi alla congestione. La fanteria del XIII Corpo d’Armata era ben oltre il fiume, dove non c’era nessun rumore di combattimenti tranne tiri occasionali del nemico che provenivano dall’ovest, rallentando così le cose. Durante il giorno un uomo dello Squadrone C fu ferito da una granata, ma nell’insieme il bombardamento preoccupò pochissimo i carristi. Molto più grave fu l’incidente accaduto al soldato Gilder che fu ferito da una trappola esplosiva camuffata nel piccolo paese di Fontana Liri. Per il 18° reggimento fu il primo ferito per trappole esplosive; l’incidente scosse tutti perché i ragazzi erano abituati ad entrare nelle costruzioni vuote dando un rapido sguardo cercando merci trasportabili, ma qui sul Liri divenne chiaramente sconsigliabile, dato che i tedeschi avevano fatto un lavoro di prima classe nell’installazione di trappole esplosive. Già sulle abitazioni c’erano avvisi di non oltrepassare i limiti; disegni di crani e ossa verniciati sui portoni e sulle pareti, per far arrivare bene l’avvertimento. Finché il Liri non fosse stato provvisto di un ponte, i carri armati potevano solo attendere. Sulla strada in discesa gli squadroni si separarono; lo squadrone C finì a Fontana Liri inferiore, vicino ad una centrale elettrica pesantemente demolita, mentre i genieri lavoravano celermente per costruire un ponte attraverso la diga distrutta. Lo squadrone A, due miglia a nord, occupò una postazione che dominava il fiume e rimase in allerta per sostenere la fanteria che avrebbe dovuto passare di lì. Il Comando del reggimento seguì lo squadrone C fino a Fontana Liri inferiore, poi girò a sud tornò indietro lungo la Statale 6 per unirsi alla 19ª brigata indiana ad Arce. Alcune ore prima lo squadrone B si era spostato lungo la statale 6 attraverso Arce fino al Liri , ed era tra gli alberi vicino al fiume due miglia prima di Fontana Liri, aspettando i genieri che stavano lavorando duramente per costruire un secondo ponte Bailey. Si fece sera prima che il ponte fosse pronto per il traffico; lo squadrone B fu il primo ad attraversarlo ed i carri armati partirono su per la collina. Si muovevano in fila lungo una stretta strada di campagna. Al buio e senza luci non era divertente.I capi-carro dovettero viaggiare all’esterno o davanti per mantenere i conducenti sul percorso”.
FONTANA LIRI FU LIBERATA IL 29 MAGGIO DEL 1944

