Da frosinonenews.it
Il mese scorso è stato il 3 Maggio, qui a Frosinone è abbinato al detto popolare: “Santa Fregna”.
– Nonostante il nome possa far sorridere o sembrare una moderna goliardia, la ricorrenza di “Santa Fregna” affonda le sue radici in una combinazione affascinante di storia cristiana e saggezza popolare. Ecco cosa c’è da sapere su questa particolare data.
L’ORIGINE RELIGIOSA: SANT’ELENA E LA CROCE
La data del 3 maggio è legata storicamente alla figura di Sant’Elena Flavia Giulia, madre dell’imperatore Costantino. Secondo la tradizione cristiana, fu proprio lei, all’inizio del IV secolo d.C., a ritrovare i resti della Croce Santa a Gerusalemme.
Per secoli, la Chiesa Cattolica ha celebrato in questo giorno la festa dell’Invenzione della Santa Croce (dove “invenzione” deriva dal latino invenire, ovvero “ritrovare”).
LA METAMORFOSI POPOLARE
Come spesso accade nelle tradizioni orali, il passaggio dal sacro al profano è avvenuto per associazione di concetti:
– La “Croce” dell’uomo: Nel linguaggio popolare e faceto, la “croce” (intesa come tormento o desiderio costante) è stata identificata con il sesso femminile.
– Il desiderio insoddisfatto: Poiché tale desiderio rimaneva spesso una chimera o un obiettivo difficile da raggiungere per l’uomo comune, la figura della Santa è stata “ribattezzata” goliardicamente.
“N’SANTA FREGNA”: IL MODO DI DIRE
L’eredità più viva di questa ricorrenza non è tanto una celebrazione fisica, quanto un’espressione idiomatica ancora in uso. Dire che qualcosa accadrà “’Nsanta fregna…” significa collocare l’evento in un futuro ipotetico, lontano e decisamente improbabile.
In sintesi: è il giorno dell’impossibile o del “mai”, trasformando una solennità religiosa in un ironico monumento al desiderio eterno e all’attesa vana.

