Conte, Schlein e il campo largo difficile

Conte blocca Renzi e apre a Onorato, il campo largo si divide sui due centri: Schlein pronta al dialogo, l’ex premier continua a porre veti

Il riformista con un articolo esplora la difficile linea di equilibrio da ricercare tra Conte e Schlein, per provare a mantenere unito il campo largo. Un’analisi profonda accende i riflettori sulle fibrillazioni croniche che scuotono il cantiere del centrosinistra, dove il progetto di una coalizione unita continua a scontrarsi con veti incrociati e personalismi tattici. Il testo esamina l’irrigidimento di Giuseppe Conte, il quale blinda la linea del Movimento 5 Stelle ribadendo l’assoluta inaccettabilità di Matteo Renzi all’interno del perimetro dell’alleanza. Questa chiusura netta si inserisce in una strategia più ampia che vede l’ex premier tentare di ridefinire gli equilibri dell’area moderata, mostrando un’inaspettata apertura verso formazioni differenti come quella guidata da Onorato, determinando così una profonda spaccatura tra i “due centri” che ambiscono a entrare nella coalizione.

L’articolo mette in luce il difficile posizionamento di Elly Schlein, la quale, mossa dalla necessità numerica e politica di costruire un’alternativa competitiva alle destre, si dichiara ostinatamente pronta al dialogo con tutti i potenziali alleati. Tuttavia, la persistente politica dei diktat e delle esclusioni preventive attuata dalla leadership pentastellata rischia di vanificare gli sforzi della segretaria del Partito Democratico, trasformando il campo largo in un’arena di veti identitari piuttosto che in un programma di governo credibile. La riflessione evidenzia come questa frammentazione interna, unita all’incapacità di trovare una sintesi pragmatica sul peso e sul ruolo delle forze riformiste e centriste, finisca paradossalmente per fare il gioco degli avversari politici, lasciando l’opposizione in uno stato di perenne e logorante transizione.

 

Intanto Renzi cerca di superare le divisioni, anche se con dichiarazioni all’apparenza provocatorie.

Renzi dà la sveglia al centrosinistra: “Volete fare le pulci agli altri e portare La Russa al Quirinale o ci vogliamo svegliare?”

Alla domanda su eventuali primarie il leader di Italia Viva indica senza esitazioni la sua preferenza: “Voterei Salis tutta la vita”

La foto del pranzo tra Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, e le polemiche per l’assenza di Matteo Renzi, non sembrano preoccupare il leader di Italia Viva. Ospite di Otto e mezzo su La7, l’ex presidente del Consiglio liquida la questione con una battuta: “Non possiamo replicare all’asilo di Meloni con un altro asilo nido” e minimizza, “Se devo guardare le foto dei leader di sinistra a tavola, preferisco le foto a Chicago con Obama”.

Più che sulle immagini e sui retroscena, Renzi invita il centrosinistra a concentrarsi sulla costruzione di un’alternativa alla destra. “Sul salario minimo c’è l’accordo? Sulla start tax c’è un accordo? Sul reddito di inclusione, che non è il reddito di cittadinanza, sono pronto domattina. Dico alla sinistra: volete fare le pulci agli altri e portare La Russa al Quirinale o ci vogliamo svegliare? E di fronte al Trumpismo?”. Il leader di Italia Viva torna così a chiedere che il confronto tra le opposizioni si sposti dai rapporti personali ai contenuti. “Non dico ‘scordiamoci il passato’. Dico che non ho firmato i decreti sicurezza, che ritengo molto più gravi di tante altre cose. Ma non mi giustifico, voglio far vincere il centrosinistra”.

Un messaggio che arriva mentre Giuseppe Conte continua a mantenere una posizione prudente sul ruolo dell’ex premier in una futura coalizione. “Le mie critiche non sono mai state personali e non voglio farne ogni giorno una questione di singole persone o personalità, adesso dobbiamo lavorare per gli obiettivi strategici e definire la traiettoria. In un momento successivo valuteremo anche le forze che ci stanno e l’affidabilità dei compagni di viaggio”, ha dichiarato il presidente del Movimento 5 Stelle al Tg3.

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