Da facebook
Post non divulgato, parlo da genitore.
Quindi, se vuoi, prosegui. Altrimenti passa oltre.
Stamattina nella mia regione ci siamo svegliati così: pioggia e venticello freddo.
Il primo pensiero è stato: finalmente si respira!
Il secondo: cavoli, ma una volta la fine dell’estate era un momento triste, era il saluto alla “bella stagione”, quella in cui da bambino o adolescente stavi fuori tutto il giorno con gli amici, quella di cui conservavi i ricordi fino all’anno dopo.
Era spensierata.
Era leggera.
Era libertà.
Era gioia.
Poi tutto è cambiato.
Quest’anno non è arrivata l’estate, ma una stagione nuova, non so come chiamarla, e abbiamo chiuso i bambini in casa.
Mia figlia tornava bollita dal centro estivo (io non ho scelta, non ho chi me li tiene) e chiedeva di restare in casa.
Mio figlio fuori ci è andato, è un adolescente e non si vuole fermare mai, ma si è fatto il suo esaurimento da calore con mal di testa e vomito (nonostante le raccomandazioni di mamma pediatra, ha dovuto capirlo da solo… l’adolescenza è anche questo).
Eccoci, il primo giorno che ti fa pensare all’autunno e non è la solita tristezza del “finisce l’estate” (che oltretutto non finisce, il caldo non ci molla), ma del “finisce un’epoca”.
I nostri figli non vivranno e non ricorderanno le estati come le nostre alla loro età. Il mondo sarà fatto di estati-inferno con lockdown stagionali, mezze stagioni con eventi estremi e inverni senza neve.
Eppure lo sapevamo da 40 anni e più.
Eppure la politica lo sapeva.
Eppure ancora oggi non è sulla bocca di ogni politico.
Però voglio chiudere il post con una speranza.
Io parlo molto con le persone, è il mio lavoro, e sento come tira il vento.
La gente è stanca e vuole un cambiamento su tanti temi. Ha deciso di passare all’azione dal basso, visto che non c’è volontà dall’alto.
Chi parla di riciclo, chi pianta alberi, chi cambia alimentazione, chi attiva gruppi per pulire la spiaggia… quanta speranza mi state dando in questo momento!
Ai politici voglio dire una cosa:
la gente ha capito la gravità della situazione e voterà chi parlerà di futuro, clima, salute, educazione, pianeta. Tenetene conto nei programmi elettorali.
(Per quelli che basano il programma sui migranti: la crisi climatica causerà migrazioni di massa… se non volete ondate migratorie inarrestabili, è il caso di partire comunque dal clima).
Siamo genitori che vogliono dare un futuro ai propri figli, consapevoli che stiamo affrontando una crisi che è solo all’inizio e che, secondo i climatologi, è la più grande sfida che l’umanità dovrà affrontare.
Se a qualcosa possono servire questi stupidi social, che almeno sia per parlare di temi importanti, sensibilizzare e unirci. E lo stiamo già facendo.
Il vento è cambiato, in tutti i sensi.

