Tratto da “I soliti ignoti”, a cura di Alberto Pallotta – unmondoaparte edizioni, 2002.I SOLITI IGNOTI: la scena tagliata
Forse non tutti sanno che il capolavoro di Mario Monicelli perse una scena in sede di montaggio, la ventiquattresima, per la precisione. Era previsto che Peppe er Pantera (Vittorio Gassman) avesse un fratellino, Righetto, onesto lavoratore nonostante la minore età. Il loro rapporto risultava un po’ superficiale, poco approfondito, così il regista gli tagliò la parte. Il film andava bene senza di lui. In realtà, il bambino appare nei panni di un manovale quando Peppe corteggia Nicoletta, dopo averla salvata dalla finta aggressione di Mario e Ferribotte. Peppe, fingendosi del nord, lo saluta con un “Cerea”. Qualcuno si sarà chiesto perché saluta quel ragazzino sconosciuto. La foto è tratta dalla sequenza tagliata, girata nel quartiere Trastevere, a Roma, ed ecco a voi il testo della scena ventiquattro, come l’avevano prevista Age, Furio Scarpelli, Mario Monicelli e Suso Cecchi D’Amico.
(Alberto Pallotta)
SCENA 24: STRADA QUARTIERE POPOLARE – (ESTERNO. GIORNO)
Peppe cammina allegramente. Attraversa la strada e punta sul “salone” la botteguccia del barbiere dove lavora suo fratello Righetto. Questi appena lo vede esce fuori, col camicione lungo, la scopa in mano; avrà dieci-undici anni.
Peppe (con affetto) Ciao, come stai?
… ma Righetto non è per niente espansivo, è solo sufficientemente cortese:
Righetto Bene.
Peppe E mamma?
Righetto Bene pure lei. (una breve esitazione). Però da quando non abiti più con noi ogni tanto piange.
Peppe si passa un dito sotto il naso tirando su. Poi:
Peppe E papà che dice?
Righetto Che lui piangeva quando abitavi con noi.
Peppe Quant’è tignoso, quello.
Righetto E’ all’antica.
Peppe (sbuffa, contrariato, infastidito. Poi esclama) Ma uno oggi come fa a essere all’antica? L’antichi mangiavano!… Il lavoro come ti va?
Righetto Così. Il principale mi ha fatto insaponare un cliente, ma ha starnutito e gli ho infilato il pennello in un occhio. Così la sera mi alleno con nonno.
Peppe sorride affettuosamente al fratello mentre si mette la mano in tasca:
Peppe Lo vuoi un sacco?
E gli porge un biglietto da mille. Righetto guarda la banconota, poi guarda Peppe negli occhi… e si decide, cortese.
Righetto No, grazie (gli fa un sorrisetto forzato) Ciao, eh?
E rientra in bottega con la scopa.
Peppe c’è rimasto male. Per far vedere che se ne frega alza le spalle, ma senza troppa convinzione. Poi dicendo:
Peppe Ahò.
… si allontana con le mani in tasca.

