Davide Di Stefano su Facebook

Dalla bacheca facebook di Davide Di Stefano, candidato con la lista ADESSO FONTANA (primo dei non eletti)

 

 

41… 42… 43…
È vero. Abbiamo perso. E chi perde rimane a contare — giusto.
Specialmente quando si perde di misura.
Specialmente quando sai che bastava poco.

Ma io voglio continuare a contare.
44… 45… 46… e 47.
47 EURO!

È quello che è costata la nostra campagna elettorale. A testa. Autofinanziati.
Fac-simile e bigliettini. Niente altro.
Niente cene, niente manifesti a tappeto, niente promesse comprate, niente “regali” o pressioni.
Solo persone con le idee chiare, la voglia di fare e la grinta di chi sa che un paese si cambia dal basso — con progetti concreti, non con le chiacchiere.

Abbiamo perso per 43 voti.

43 voti su oltre 1.850 votanti. Una manciata di persone. Forse una via, forse un palazzo, forse qualcuno che quella mattina ha guardato il cielo, ha esitato, e ha scelto di non uscire di casa.

Ci penso. Ci penserò ancora. Ma non con amarezza — con rispetto. Perché quella distanza non mi racconta una sconfitta. Mi racconta quanto pesa davvero ogni singola scelta, ogni conversazione fermata per strada, ogni momento in cui hai deciso di esserci — o di restare a casa.

Ogni voto è una persona. Sempre.

Io sono tornato a casa con 118 di quelle persone nel cuore.
118 persone che in una cabina elettorale — nell’unico posto al mondo dove si è davvero soli con se stessi (o almeno dovrebbe essere così) — hanno pensato il mio nome e l’hanno scritto sulla scheda. Forse qualcuno in più, chissà. Ma quei 118 li conosco. Li sento.

Non lo so spiegare meglio di così: 𝗠𝗜 𝗙𝗜𝗗𝗢 𝗗𝗜 𝗧𝗘.

Detto 118 volte. Da 118 persone diverse. In silenzio.
Non lo dimentico. Non lo dimenticherò mai.

🙏 Grazie a chi ha creduto in questo progetto fin dall’inizio e ha lavorato con noi senza risparmiarsi. Grazie a chi mi ha incoraggiato nei momenti in cui non ero sicuro di farcela — e ci sono stati, quei momenti. Grazie a chi ha bussato a una porta, fatto una telefonata, speso una parola buona per me solo per affetto e amicizia.

E grazie — con la stessa sincerità — a chi ha scelto diversamente.
Perché il voto è 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗢. È il gesto più intimo che esiste in democrazia. E va rispettato sempre, senza riserve.

Quello che non mi aspettavo è questo.
Pensavo di finire stanco. Pensavo di finire con il fiato corto, con la testa piena di numeri e di rimpianti.
Invece sono qui — con più voglia di stare in questo paese, non meno. Con più curiosità per le persone che lo abitano. Con più attenzione per quello che succede, per quello che manca, per quello che potrebbe essere.

Con più senso di responsabilità verso una comunità che — quando decide di volerlo — sa essere straordinaria.

47 euro non comprano un mandato.
Ma a volte bastano per capire chi sei.
E da quale parte vuoi stare.

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