Post di Marco Furfaro
Da due giorni una ragazza di 28 anni viene messa alla gogna per aver detto quello che sta scritto nell’articolo 11 della nostra Costituzione.
Si chiama Virginia Libero, è la segretaria dei Giovani Democratici e domenica, dal palco della Festa dell’Unità di Reggio Emilia, ha dichiarato: “Non saremo i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno ad un vero conflitto, alle armi andateci voi, perché noi organizzeremo i disertori. Per noi parlare di patria vuol dire ripudiare la guerra”.
Nello stesso intervento ha indicato le priorità della sua generazione: un salario dignitoso, le cure garantite a tutti. E ha chiesto alla sinistra il coraggio di scegliere.
Da quel momento, apriti cielo. Lezioni di responsabilità, di patriottismo, persino di storia. Tutti a spiegare a una ragazza quali parole dovrebbe usare per dire che non vuole un futuro di guerra.
Ho applaudito Virginia Libero. E lo rifarei.
Io penso che i giovani debbano fare proprio questo: mettere in discussione il mondo che gli adulti stanno consegnando. Alzare la voce se quel mondo prevede miliardi per le armi e sacrifici per tutto il resto.
Trovo insopportabili i moralisti da salotto che spiegano ai ragazzi quanto sia doveroso morire. Sempre che a morire siano gli altri, possibilmente.
Qui stiamo parlando delle guerre dei Trump, dei Netanyahu, dei Putin. Di chi pretende di decidere il destino di interi popoli e manda gli altri a morire per i propri deliri di potenza.
Impedire che ci trascinino in nuove guerre e tenere questo Paese lontano dai fuochi che un pugno di mitomani sta appiccando in mezzo mondo dovrebbe essere la prima preoccupazione di chi ha responsabilità politiche.
A chi dice che i giovani sono indifferenti, che non partecipano, che pensano soltanto a se stessi, chiederei almeno un po’ di coerenza. Quando prendono parola, ascoltateli, magari.
Io sto con Virginia. Perché il conto dei deliri di certi adulti alquanto criminali, da che mondo è mondo, lo pagano i ragazzi di vent’anni.

