Post di Filippo Capuano su Facebook
La FIA ha messo Roma e il nostro territorio sotto i riflettori del mondo.
Dal 8 all’11 luglio 2027 avremo una tappa del Mondiale Rally: un’occasione che altri territori sognano e che noi rischiamo di sprecare per inerzia politica.
Perché la verità è semplice:
la classe politica locale non è pronta a un evento mondiale.
Non lo è per mentalità, per velocità, per capacità di decidere.
E ogni giorno che passa lo dimostra.
Il rally è un treno che passa una volta.
Serve pianificazione, serve visione, serve coraggio.
Serve dire “ci siamo” e poi dimostrarlo con i fatti: infrastrutture, sicurezza, percorsi, accordi istituzionali, coinvolgimento delle attività locali.
Non con le solite conferenze stampa vuote, non con i post celebrativi, non con le frasi fatte.
Se la politica non si muove adesso, perderemo tutto.
Perderemo visibilità, turismo, economia, reputazione.
Perderemo la possibilità di mostrare al mondo che la Ciociaria sa fare, sa organizzare, sa accogliere.
E allora sì: resteremo la terra che parla, che promette, che si riempie la bocca con la parola CIOCIARIA.
La terra che guarda le opportunità passare e poi dà la colpa agli altri.
La terra che non capisce che un Mondiale Rally non è un evento: è un giudizio.
Il rally ci mette alla prova.
La politica deve decidere se vuole superarla o fallire.
Non ci sono più alibi.

