Amicizia Uomo – Ippopotamo

Da facebook

Marius diceva che Humphrey era come un figlio. Ma un legame affettuoso non può cancellare la natura di un animale selvatico.

La loro storia cominciò in Sudafrica, dopo un’alluvione.

Humphrey era ancora un cucciolo quando venne recuperato dall’acqua. In seguito arrivò nella proprietà di Marius Els, un agricoltore ed ex ufficiale dell’esercito che decise di crescerlo.

Gli dava da mangiare.

Trascorreva del tempo con lui.

Entrava nel fiume al suo fianco e, in alcune fotografie diventate famose, si faceva persino trasportare sulla sua schiena.

Guardando quelle immagini, Humphrey poteva sembrare un enorme animale domestico.

Marius era convinto di aver costruito con lui un rapporto speciale. Lo considerava parte della famiglia e sosteneva che tra loro esistesse una fiducia profonda.

Ma Humphrey non era diventato domestico.

Era semplicemente un ippopotamo abituato alla presenza di un uomo.

La differenza può sembrare sottile, finché non diventa fatale.

Gli ippopotami sono animali territoriali, estremamente potenti e capaci di reazioni improvvise. Possono imparare a riconoscere chi li nutre, tollerarne la vicinanza e perfino cercarne il contatto.

Questo, però, non significa che abbiano perduto i propri istinti.

Nel novembre del 2011, sei anni dopo l’inizio di quella convivenza, Marius venne trovato morto nel fiume che attraversava la sua proprietà.

Aveva quarant’anni.

Secondo le ricostruzioni dell’epoca, Humphrey lo aveva aggredito, trascinato nell’acqua e morso ripetutamente.

Lo stesso animale che Marius aveva nutrito e protetto era diventato la causa della sua morte.

La tragedia viene spesso raccontata come la storia di un animale ingrato.

Ma gli animali selvatici non ragionano in termini di gratitudine o tradimento.

Humphrey non aveva promesso di comportarsi come un cane.

Non aveva scelto di diventare un animale domestico.

Era stato Marius a convincersi che l’affetto costruito negli anni fosse sufficiente a renderlo prevedibile.

Ed è proprio questo il punto più inquietante della vicenda.

Il pericolo non nasce sempre dall’odio di un animale verso l’essere umano.

A volte nasce dalla sicurezza con cui l’essere umano interpreta la sua tolleranza come amore, la vicinanza come obbedienza e l’abitudine come addomesticamento.

Si può amare un animale selvatico.

Si può proteggerlo, curarlo e rispettarlo.

Ma rispettarlo significa anche accettare ciò che è davvero, senza trasformarlo nella creatura che vorremmo vedere.

Marius salvò e allevò Humphrey convinto che il loro legame fosse più forte dell’istinto.

Scoprì troppo tardi che la natura non viene cancellata dall’affetto.

Un animale selvatico può fidarsi di noi.

Ma resta selvatico.

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