D’Alema ad Otto e mezzo

Dalla pagina facebook di Lorenzo Tosa 

Di Massimo D’Alema si può pensare di tutto, ma tutto quello che c’era da dire sul caso della giudice Landoni, di Youssef Siher e sulla delirante reazione di Giorgia Meloni, ieri sera lo ha detto lui.

E bisogna riconoscergli una cosa: ha smontato la presidente del Consiglio usando semplicemente le sue stesse argomentazioni.

Ieri sera, durante Otto e mezzo su La7, Lilli Gruber gli ha rivolto una domanda molto semplice: “Presidente D’Alema, è vergognosa la decisione della giudice Landoni?”.

Leggete la sua risposta:

“La Presidente del Consiglio Meloni ha promosso una riforma costituzionale, su cui c’è stato un referendum, sulla base del seguente assunto: bisogna separare le carriere, altrimenti i giudici fanno tutto quello che chiedono i pubblici ministeri, perché i giudici, secondo la Meloni, non sono indipendenti dai pubblici ministeri.

Adesso che abbiamo una giudice che si è dimostrata non solo indipendente dal pubblico ministero, ma gli ha dato torto, la Meloni dovrebbe festeggiare come garantista.

Guardi, io fatico a prenderla sul serio la Meloni, perché il capo di un governo che ha le autostrade bloccate dai camionisti, i contadini in rivolta, i ragazzi per la strada, anche con atti violenti, che è in grado di rispondere soltanto in termini di sicurezza, botte, arresti preventivi, criminalizzazione, perché naturalmente, siccome non vuole ammettere il suo fallimento che è sotto gli occhi di tutti, ci deve essere qualcuno cattivo che organizza queste cose.

Tutto questo è il segno di una caduta della politica, della sua capacità di comprendere il Paese, di una trasformazione della politica in una logica di polizia. È molto preoccupante, non solo per i giudici, ma per tutti i cittadini”.

E ancora:

“È curioso, me lo lasci dire, che chi diceva che l’indipendenza dei GIP dai pubblici ministeri era fondamentale per la garanzia, ora dica vergogna. Ma come si può prendere sul serio un primo ministro di questo genere? Ci sarebbe da ridere”.

Ecco, ha ragione D’Alema: ci sarebbe da ridere.

Poi ha aggiunto: “Che la violenza vada condannata su questo non c’è dubbio, ma la politica deve anche cercare di comprendere cosa sta accadendo e perché, se non ci sta questo passaggio allora finisce la politica e la Presidente del consiglio può fare il Commissario alla Sicurezza che sarebbe in grado di fare…forse”. 

Con il forse finale che è di una sagacia unica.

Se soltanto a fare tutto questo fosse un personaggio di una commedia, anziché la presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, potremmo veramente ridere, invece ci sta da piangere per come siamo messi.

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