Dalla pagina facebook Italia Democratica.
C’ERAVAMO ROTTAMATI:
D’Alema chiama Renzi a Fiesole.
E questa è una gran bella notizia.
Per anni ce le siamo dette di tutti i colori. Rottamazione contro classe dirigente, referendum del 2016, due modi opposti di vedere la sinistra. Sembrava un odio politico insanabile tra Matteo Renzi e Massimo D’Alema.
E invece la politica, quella seria, a volte sa stupirci.
Il 2 dicembre al Teatro di Fiesole, alle 17, D’Alema presenta il suo libro “Eravamo comunisti” (Feltrinelli) e ha voluto proprio lui invitare sul palco Matteo Renzi e Nicola Fratoianni. La notizia è de La Repubblica Firenze.
Non è ancora confermato al 100% che Renzi ci sarà – le segreterie stanno verificando – ma il solo invito è già un fatto politico enorme.
Perché questo incontro racconta due cose:
Riconosce la storia. Il libro di D’Alema è la storia del PCI, della sinistra del ‘900, di una stagione che ha formato intere generazioni. Discuterne con Renzi, che di quella storia ha voluto essere la rottura, e con Fratoianni, che ne rivendica la continuità a sinistra, è un confronto di idee vero.
Guarda avanti. In un momento in cui il centrosinistra cerca faticosamente il campo largo, vedere due protagonisti che si sono combattuti senza risparmiarsi sedersi allo stesso tavolo per parlare di un libro e di memoria, è un segnale di intelligenza e di rispetto. Non cancella le differenze, ma dice che si può discutere da persone perbene.
Ci sarà anche il ricordo di Manuele “Meme” Auzzi, a vent’anni dalla scomparsa, un dirigente della sinistra fiorentina che ha avuto rapporti con entrambi. Un altro filo che lega passato e presente.
Non so se il 2 dicembre nascerà un’intesa politica. So che è già un grande avvenimento simbolico. Dopo anni di veleni, rivedere D’Alema e Renzi sullo stesso palco a Fiesole dimostra che le vecchie rivalità possono lasciare spazio al dialogo.
E il centrosinistra ne ha un disperato bisogno.
Mariella Prattico’

