a cura di Angelino Loffredi (da unoetre.it)
Intervento di Angelino Loffredi all’iniziativa “7 convogli portarono bambine e i bambini dei treni della felicità” che si è svolta ad Atina il 3 Ottobre.
Dopo le pubblicazioni de “I treni della felicità” di Giovanni Rinaldi nel 2009 e di “L’infanzia salvata/ Nord Sud un cuore solo” di Lucia Fabi e Angelino Loffredi nel 2011 mi accorgo che il tema riguardante i bambini ospiti delle famiglie del Centro e Nord Italia, in questo periodo appare sempre più seguito e approfondito, tanto e vero che abbiamo visto una versione cinematografica dal titolo “il treno dei bambini “ riscuotere uno straordinario successo.
Per motivi organizzativi mi limito a ricordare solamente alcuni dati. Il primo, imprescindibile, riguarda la scelta solidaristica per l’ unità nazionale scaturita a Roma nelle conclusioni di Togliatti in occasione del V Congresso del PCI, il 6 gennaio 1946.
E’ lo stesso segretario di partito, infatti, che fa propri sia gli interventi dei delegati ciociari Raul Silvestri e Giovanni Gallozzi che le annunciate disponibilità ad ospitare bambini provenienti dal meridione da parte di alcune federazioni di partito.
L’altro , se vogliamo rimanere ancorati all’esperienza ciociara, è necessario fare riferimento alla data del 16 febbraio del 1946 quando da Cassino partì il primo di sette convogli che portarono i nostri bambini nelle realtà che li ospiteranno.
Complessivamente saranno 3.448: partiranno da Venafro e da 48 comuni della provincia di Frosinone per essere accolti in 51 comuni.
Le bambine ed i bambini che partivano avevano un’età compresa fra i 4 ed i 13 anni. Rimanevano ospiti nelle famiglie per quattro mesi ma per alcuni la permanenza si allungò ulteriormente, furono pochi quelli che ritornarono prima del tempo prestabilito, circa 300 vennero adottati.
Se mettiamo insieme l’esperienza dei bambini ciociari con quella dei bambini delle provincie di Roma, Milano, Torino e di quella di Napoli nel 1947 e poi con l’ospitalità assicurata ai bambini di San Severo nel 1950, ed ancora con quelli provenienti dalle zone alluvionate del Polesine nel 1951 e di Calabria nel 1953 abbiamo a che fare con la più importante opera di solidarietà mai sviluppatesi in Italia. Ricordo a tutti che riguarda complessivamente 70.000 bambini.
Si trattò di un lavoro eccezionale sia qui in provincia, nelle realtà comunali dove, in particolar modo nel cassinate, si dovette respingere la crociata reazionaria tendente a terrorizzare le famiglie provando a far credere che i bambini andavano a finire in Russia, dove avrebbero fatto una brutta fine, ma anche da parte dei comitati d’accoglienza i quali con sistematicità furono in grado, sin dai giorni successivi l’arrivo dei nostri, di garantire visite mediche, la partecipazione all’attività scolastica e di mantenere una continua corrispondenza con le famiglie.
Fra tutti i ricordi che abbiamo raccolto da parte dei bambini intervistati oltre al calore umano, al bagno caldo ce n’è uno che maggiormente prevale: l’alimentazione.
Per tutti il riferimento riguarda i tre pasti al giorno, la scoperta di alimenti diversi, in particolar modo le fettuccine ed i tortellini.
Nella ricerca abbiamo immagazzinato un susseguirsi di immagini in cui emergono madri non ricche che riescono ad aggiungere un posto a tavola ed a creare un rapporto umano, senza gelosie fra figli naturali e bimbi ciociari.
Ma i tanti presenti ora si stanno chiedendo: quanti bambini di Atina furono coinvolti in questa benemerita attività? I numeri che posso riportare sono parziali. Perdonatemi. Dai consuntivi trovati riguardanti i ritorni dei bambini risulta che il 6 di luglio su 729 due sono di Atina. Risulta, inoltre che il 16 settembre in occasione dell’ultimo rientro su 1150 trentatre sono di Atina.
La somma è di 35 unità ma potrebbero essere di più perché da un documento a disposizione risulta che i viaggi di ritorno furono più di due. La cifra quindi potrebbe aumentare.
Posso riportare che attraverso Giovanni Rinaldi nel libro “I Treni della felicita” a Lugo, nella frazione di Voltana sono presenti Rosanna e Vincenzo De Luca.
A proposito di Rosanna, sempre Giovanni Rinaldi nel suo libro riporta una storia commovente e nello stesso tempo epica.
Rosanna è ospite di Rosa Filippi, ha 17 anni e convive. Ha avuto il padre e due fratelli uccisi dai nazifascisti. A Rinaldi confessa di accogliere perché sente la necessità di offrire qualcosa a chi non a niente. Sento il dovere di precisare che Rosanna De Luca rimarrà per sempre con Rosa.
Aggiungo, inoltre, che leggendo “Il Popolano“, periodico della Federazione comunista di Frosinone, nel numero 6, appare una corrispondenza proveniente proprio dalla sezione PCI di Voltana, attraverso la quale si afferma “Le famiglie ospitanti fanno a gara fra loro per trattarli bene sia nel senso alimentare che nel vestiario, al punto che sono diventati irriconoscibili: a proposito di ciò potremmo citarvi l’esempio della bimba Rita Siniscalchi di Atina che ospite del compagno operaio Dino Coccoli è gia cresciuta di 3 chili”
Dei bambini di Atina ospiti ad Oleggio, in provincia di Novara, fortunatamente, posso raccontare di più. Fanno parte del terzo scaglione partito il 30 marzo.
Delle giornate trascorse e più in generale della loro vita posso scrivere avendo raccolto attraverso testimonianze orali di bambine e bambini di Ceccano ospiti ad Oleggio e già ampiamente riportate nel libro “L’infanzia salvata/ Nord Sud un cuore solo” e la documentazione successivamente inviatami dalla professoressa Grazia Alemanni , ricercatrice di Novara, l’11 aprile del 2017.
I ricordi dei bambini e la valida documentazione ricevuta tendono a coincidere. Vado con ordine:
Dopo un breve soggiorno a Milano presso la comunità di accoglienza delle scuole di via Palmieri, il 6 aprile arrivano ad Oleggio ben 200 ospiti della provincia di Frosinone. Provengono da Ceccano (52) Castrocielo (21) Castelliri (21) Paliano (18) e da altri 16 comuni, fra questi Atina.
Tutti costoro risiederanno non fra famiglie ma presso Villa Trolliet, proprietà del Comune di Milano. La tenuta è posta in una località molto salubre, è particolarmente adatta a bambini gracili e bisognosi di cure.
La professoressa Alemanni mi scrive “All’inizio i bambini sono assistiti da personale religioso, ma nelle relazioni finali dei responsabili si parla solo di assistenti ed istitutori. La vita nella colonia di quel numeroso ed eterogeneo insieme di ospiti non deve essere stata facile, come si evince dalle lettere e dai resoconti di chi, a vario titolo, ne era responsabile“.
Tale descrizione credo sia opportuno accompagnarla anche con le testimonianze rilasciate da Maria Sandra Pizzuti e Luigina Di Mario e che nel libro “L’infanzia salvata/ Nord Sud un cuore solo“ sono state riportate con questo racconto:
“Un grande scontro avvenuto nella sala del refettorio in seguito alla loro denuncia, espressa a voce alta , alla suora di sorveglianza, di aver trovato i vermi nella minestra. Come risposta la suora rifilò un sonoro schiaffo a Luigina esigendo che si mettesse in ginocchio.
Il brutale episodio rivolto verso la bimba più piccola del gruppo non passò inosservato anzi provocò una reazione subitanea. Il resto dei ragazzi provando sentimenti di tenerezza e solidarietà inscenò la “battaglia del pane“.
I promotori della rivolta furono i bambini di Castrocielo, tra i più grandi e turbolenti, che salirono sui tavoli scagliando verso le suore presenti il pane e tutto ciò che trovarono a portata di mano.
Il giorno dopo arrivò il sindaco che accertate le cause mandò via le suore e le sostituì con personale laico che, a detta degli intervistati, risultò più umano e comprensivo“
Bambini di Atina ospiti ad Oleggio ( Novara )
Mancini Vincenzo, di Romeo, anni otto;
Di Luca Mario, di Giuseppe, anni otto:
Marini Anna, di Celeste, anni tredici;
Di Luca Assunta, di Giuseppe, nata il 13 luglio 1933;
Secondini Rosa, di Pietro, nata il 20 febbraio 1933;
Fortuna Leda, di Oreste, nata il 22 ottobre 1933;
Riccardi Maria, di Orazio, nata il 12 settembre 1934;
Di Troia Assunta, di Orazio, nata il 10 settembre 1934;
Gallo Maria, di Emilio, nata il 10 febbraio 1938;
De Ponti Maria, di Federico, anni otto;
Di Troia Vincenzo, di Orazio, nato l’11 luglio 1940;
Si tratta di 11 persone 8 donne e tre uomini
Signor Sindaco, amiche ed amici presenti, avrete certamente notato che ad Oleggio i ragazzi non sono stati ospitati da famiglie, cosi come era previsto. Fu un fatto gravissimo che fu al centro di una polemica fra la Federazione PCI di Frosinone con quella di Milano.
Mi limito a riportare che quest’ultima, forse soddisfatta, per aver raccolto ben 8 milioni di lire, preferì inviare i bambini in ambienti di proprietà del comune di Milano ma gestiti da ordini religiosi. Certamente era la soluzione più facile.
Fu un disastro! Statisticamente risultò che gran parte dei bambini che ritornarono a casa prima dei 4 mesi la gran parte stava negli istituti.
Prima di terminare vorrei ricordare che i bambini presenti ad Oleggio per il ritorno partiranno con altri con un treno speciale dalla stazione di Milano il 13 settembre del 1946. Poi nelle stazioni di Bologna, Faenza, Pesaro, Foligno verranno raccolti altri bambini, per un totale di 1.150. Tutti, felicemente arriveranno alle 10,35 del 16 settembre alla stazione di Frosinone.
Ma non è finita. Da Frosinone i ragazzi raggiungeranno i propri comuni di residenza attraverso 18 itinerari. Per i più curiosi e finisco, faccio presente che i 33 di Atina per raggiungere il loro paese viaggeranno insieme con i 30 di Castelliri.

