Verso lo scontro Prodi-D’Alema?

Marini non passa, PD spaccato, situazione difficile. Tra i primi ad esprimere il suo dissenso, il senatore Ignazio Marino, candidato sindaco di Roma: “Ho votato Stefano Rodotà come avevo annunciato e come i militanti del Pd si aspettano dai nostri grandi elettori del Presidente della Repubblica. È una figura che unisce e rappresenta il paese”. Questa la sua dichiarazione lasciando Montecitorio dopo aver partecipato alla prima votazione per l’elezione del Capo dello Stato. Subito dopo Laura Puppato, Pippo Civati, la nostra ciociara Maria Spilabotte ed altri ancora. I parlamentari emiliani spiegano di aver votato scheda bianca. I grandi elettori liguri, che hanno votato Marini, chiedono con una missiva di “riaprire una riflessione all’interno dei gruppi parlamentari e dei grandi elettori del PD per trovare al più presto una soluzione che ridia al partito l’unità perduta”. Renzi intanto non si incontra con Bersani e lo accusa di aver spaccato il partito. Situazione intricata. Il Parlamento è convocato per Venerdì 19 aprile, dove dalle 8 l’assemblea dovrà proseguire con la terza votazione. Dalla quarta servirà la maggioranza semplice. Bologna prova a spingere il suo Romano Prodi. Mentre a Roma il nome dell’ex premier torna alla ribalta in una ipotesi di quarta votazione, quando basterà la maggioranza semplice ad eleggere il nuovo capo dello Stato, la sua città comincia a invocare sempre più forte il nome del Professore. Tutti scommettono sul fatto che la partita sarà Prodi-D’Alema, con il secondo dato per favorito (in quanto più gradito al PDL) ma è anche vero che fino a questo momento non si ha traccia di un passo indietro di Franco Marini. Nel mentre, si moltiplicano gli appelli in favore di Rodotà che sul web ha già raccolto più di cinquantamila adesioni. Inoltre, su iniziativa dei Giovani Democratici, moltissime sedi del PD sono state occupate per gridare contro l’inciucio PD-PDL. Le foto allegate non hanno bisogno di commenti.

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