Gli assenteisti in Parlamento

 

Pubblicata la graduatoria delle presenze dei primi mesi del nuovo Senato. A Palazzo Madama finisce dietro la lavagna proprio un professore, il senatore a vita e fondatore di Scelta Civica, Mario Monti. L’ex presidente del Consiglio ha partecipato a una sola seduta su 17, collezionando il 94,12% di assenze. Da candidato alla presidenza dell’Aula, se eletto, Monti non avrebbe potuto permettersi questo lusso. A contendergli il primato negativo, con la stessa percentuale, c’è il suo predecessore a Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi. Le assenze del leader del Popolo della Libertà viaggiano di pari passo con quelle due suo avvocato Niccolò Ghedini. E poi c’è Denis Verdini, poco più indietro Paolo Bonaiuti e Giulio Tremonti. Il Pdl è anche il partito che al Senato fa segnare le statistiche peggiori, dopo Autonomie e Psi: quasi un’assenza ogni quattro votazioni. Si penserà: certamente i senatori del Movimento 5 stelle avranno fatto tutti l’en-plein a Palazzo Madama. Invece, no: gli stakanovisti in questione sono quelli del Partito democratico (presenti nel 90% dei casi), due punti percentuali in più dei pentastellati. La sfida tra i capigruppo più presenti la vincono Bitonci della Lega e Susta di Scelta Civica, entrambi sopra il 90% di presenze. Poco sotto Luigi Zanda, male Renato Schifani (appena il 52%). Vito Crimi del Movimento 5 Stelle, invece, è stato presente a 12 votazioni su 17.

 

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