Un sondaggio segreto vede Renzi superare l’80%, agli altri tre le briciole. Ma sarà verò?

La leggenda del sondaggio segreto commissionato dal PD in cui Renzi sfonda l’80%. Obiettivamente, è un po’ troppo. Difficile da credere che sia vero. In ogni caso, secondo quanto riferisce Dagospia, quel sondaggio che gira nei corridoi della sede nazionale del Partito democratico viene preso con le molle dagli stessi renziani, perché assegna al sindaco di Firenze una cifra da capogiro: l’83 per cento. Le voci si rincorrono: “Non è vero”. “Si”. “No”. “Forse”. Chi dice che è tutta una tattica per facilitare la strada a Renzi. Chi, invece la pensa all’opposto: si fa partire Renzi da una posizione altissima, per poi contestare al Sindaco di Firenze il consenso perduto nel dibattito congressuale (difficile ipotizzare, infatti, che davvero riuscirà a superare l’80%). Il gruppo dirigente nazionale si starebbe concentrando non su chi vince, ma sul come vince Renzi. E’ comunque un tema importante. Tutti con Renzi: dagli ex ds, e infatti tale è il capo del suo comitato elettorale, il segretario regionale dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, dagli ex ppi provenienti dalle correnti di Fioroni e della Bindi, da settori della Lega e del Pdl (si parla anche di un senatore del centrodestra che starebbe per passare con Renzi). Pippo Civati, Gianni Cuperlo e Gianni Pittella si spartirebbero quindi il restante 17 per cento. Un magro bottino per loro, come a dire che il congresso è già finito, anche se la percentuale alla fine fosse minore. Cuperlo e Civati sarebbero spalla a spalla, con il secondo (a sorpresa) leggermente avanti. Infatti Pippo Civati è al 7%, mentre, udite udite, Gianni Cuperlo solo al 6%. Ovviamente sempre secondo quanto trapela da questo sondaggio segreto a disposizione del PD nazionale (ma di cui non si conosce committente ed esecutore). Sondaggio fantomatico, al quale solo il sito Dagospia fa riferimento: chissà se esiste davvero. Terzo posto per Cuperlo: sarebbe clamoroso. Un po’ troppo: difficile, infatti, ipotizzare, che i vari D’Alema, Bersani e tanti altri dirigenti del PD che sostengono Cuperlo sposterebbero così pochi voti. Nico Stumpo, infatti, precisa: “Quando la campagna congressuale entrerà nel vivo si polarizzerà lo scontro Renzi-Cuperlo ed i consensi verso quest’ultimo cresceranno. Sono gli altri due candidati che rischiano di rimanere ai margini”. Può darsi, fatto sta che ipotizzare che da sotto al 10% si possa superare il 50% non pare plausibile. Sarà dunque Renzi in nuovo segretario del PD. Un ventennio finisce per tutti, perché la politica italiana va a cicli. Finisce per Silvio Berlusconi, visto che ora nel Pdl si stanno fronteggiando un politico di 43 anni come Angelino Alfano e un esponente di 44 come Raffaele Fitto. E finisce anche per il vecchio gruppo dirigente del Partito democratico. A Palazzo Chigi siede Enrico Letta, anni 47, a Largo del Nazareno dal 9 dicembre siederà Matteo Renzi, anni 38. Il nuovo che avanza. E che già si allea: Secondo Renzi, infatti, Letta, Alfano e Lupi hanno siglato un patto politico generazionale. Non altrettanto si può dire del sindaco di Firenze e del presidente del Consiglio. Lo dimostra il fatto che alle primarie, oltre a Paola De Micheli e Guglielmo Vaccaro, anche il più ascoltato e il più brillante consigliere di Letta, Francesco Sanna, non voterà per Renzi, ma dovrebbe preferirgli Cuperlo. Se poi realmente Civati dovesse superare Cuperlo (ma questa sembra una ipotesi remota, se non proprio surreale) sarebbe davvero la fine del ventennio. E per alcuni dirigenti del PD, una fine burrascosa.

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