Lacrime di Sole

poesie2“Lacrime di Sole” è la pubblicazione raccolta di poesie del nostro compaesano Domenico Lucchetti. L’esplicito sottotitolo “Pillole in versi per problemi di ogni giorno” fa comprendere al lettore che i componimenti, che toccano argomenti molteplici della quotidianeità, tentano di far riscoprire la semplicità e l’essenzialità della vita. Edito nel 2013 da Photocity, al costo di 8 euro, vi riproponiamo due brani della raccolta, una che dà il titolo all’opera (Lacrime di Sole) e l’altra dedicata a Fontana Liri.

LACRIME DI SOLE
Buio eterno
bang primordiale
sistema etereo
da illuminare

con luce e calore
nessun pianeta
ad offriti un fiore
o vestirsi di seta

dopo mille ere
e profondi sismi
fioristi riviere
plasmasti organismi

i foschi orizzonti
comparvero lisi
ai tanti viventi
scaldasti i sorrisi

oggi con duolo
sorgi al mattino
e vedi l’uomo
colpire il vicino

e nella corsa
senza alcun freno
bruciare risorse
con folle dissenno

forse la tua caldera
nella indifferenza
porterà dietro l’era
con grande violenza

e tra gli scempi
nel nostro futuro
risorgeranno i templi
per il tuo scongiuro

non è una stoltezza
se nella rotta dell’uomo
si esiga saggezza
nell’erigere il nuovo

io ho valente
solo questo canto
per gridare ai potenti
il tuo rovente pianto.
MIOPIE DI PAESE
Svetta il castello diroccato
insieme al vetusto campanile
scendono stretti i vicoli al lato
come rivoli secchi di tra i cortili

usci chiusi e terrazzi silenziosi
caratterizzano l’area del paese
fin quando riecheggiano festosi
nell’anno solamente per un mese

adagiato sopra una panchina
sul colle prospiciente al vecchio borgo
assaporo la brezza vespertina
che respira dalla contrada Pozzo

lenze terrazzate di uliveti
degradano incolte verso valle
ove si stende nuovo il paese
con il polverificio alle spalle

sulla strada che porta a Santa Croce
s’incontrano le anime dei defunti
fanno compagnia con lor voce
gli assioli ed altri essere notturni;

il popol fontanese è sceso a valle,
negli anni di rinata economia
lasciando il centro storico alle tarme
preferendo l’esplosiva compagnia.

Si son resi conto dell’errore
che la polveriera era una minaccia
e prima di aggiungervi l’orrore
n0è stato chiuso a tutti l’uscio in faccia

per non risalire sulla collina
l’hanno decretata area protetta
dirottando verso una zona vicina
lo sviluppo del futuro prospetto,

senza l’esplosivo sostentamento
la comunità è senza lavoro
così nella cittadina al centro
solamente anziani fanno stuolo

nessuna prospettiva per colmare
il vuoto nato dal polverificio
nessuna iniziativa per operare
una riconversione in opificio;

nel mercato dove si davan spinte
i lunedì i tanti interessati
son rimaste sol bancarelle stinte
delle piazze deserte ai due lati

di turismo povera nostra fonte
era ameno e placido laghetto
anche il cielo si è voltato contro
lasciandelo per più di un anno in secco;

in quanto a me per sorte e non codanna
meditando sul mondo che evolve
mi sono ubicato qui in montagna
ove approderanno straniere orme

orme calandosi nel passato
nel rivalutar le avite dimore
al degrado dal nuovo obliate
per riviver di vita sana i valori.

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