Mafia capitale: la politica di Roma nel terrore, cittadini sgomenti

mafiaRoma nel caos. “Mafia Capitale”, così viene definita l’indagine che sta portando avanti la Procura di Roma sui collegamenti tra affari e politica nella capitale. Una vera e propria cupola, gestita da Salvatore Buzzi e dall’articolata figura di Massimo Carminati, il ‘Nero’ di Romanzo Criminale.  Appalti, tangenti, commesse del Comune di Roma. Politica e malaffare, appalti pubblici rubati, mazzette a tre zeri per gli uomini giusti. Volti fidati nei posti chiavi, pressioni sui dirigenti, concessione di gare d’oro. Una scenografia da Oscar quella che emerge dalla maxi inchiesta Mondo di Mezzo, un’operazione che in città non ha precedenti. Anche a Roma c’è la mafia, ora è difficile negarlo, non sono più le solite storie di incalliti complottisti. Ci sono oltre 1200 pagine di ordinanza firmate da un giudice a descrivere scenari da film. Trentasette arresti per associazione di tipo mafioso e quaranta indagati a piede libero raggiunti da un’informazione di garanzia emessa dalla Procura Distrettuale Antimafia per gli stessi reati, tutti sottoposti a perquisizione locale e personale.

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LE INDAGINI

Secondo quanto emerso dalle carte dell’indagine della procura di Roma, nel 2013, dopo che Ignazio Marino ha vinto le elezioni per il sindaco di Roma, la cupola aveva il problema di insinuarsi nella nuova amministrazione. Perché «se vinceva Alemanno ce l’avevamo tutti comprati», dice Salvatore Buzzi intercettato dai carabinieri del Ros. Il braccio destro del capo Massimo Carminati, quello che tiene i rapporti con la politica, conta però di avere delle buone carte anche nel Pd. «C’avemo Ozzimo (Daniele, poi nominato assessore alla Casa, indagato e dimissionario, ndr)», dice Buzzi. E ancora, «me sò comprato Coratti (presidente Pd dell’Assemblea capitolina, anche lui indagato e dimessosi ndr), lui sta con me, gioca con me ormai». Dall’inchiesta emerge poi che la cupola si muoveva anche alla Regione Lazio. Il consigliere Pd Eugenio Patanè, indagato, avrebbe preso 10 mila euro. Buzzi dice di avere «un altro che mi tiene i rapporti con Zingaretti» e di pagarlo «2.500 euro al mese». «Perché i contatti con me erano impossibili – ha commentato Zingaretti -. Mai avuta la percezione che ci fosse qualcuno. Ben vengano le indagini». Coinvolto il mondo delle cooperative di sinistra, con Salvatori Buzzi, presidente del consorzio Eriches, braccio destro di Carminati e figura centrale degli affari illeciti. Quello delle società partecipate del Comune, con Franco Panzironi, ex ad Ama già a processo per l’affaire Parentopoli, Riccardo Mancini, ex ad Eur Spa, rinviato a giudizio sempre per tangenti, Giovanni Fiscon, ex direttore generale Ama, che nell’azienda capitolina ha lavorato, con diversi incarichi, fin dal lontano 1987, Luca Odevaine, ex vice capo di gabinetto di Veltroni dal 2001 al 2008 ed ex capo della polizia provinciale. Tutti iscritti nella lista degli indagati, per reati che vanno dalla corruzione aggravata al finanziamento illecito alla turbativa d’asta.

POLITICI ATTUALMENTE COINVOLTI
Ci sono Daniele Ozzimo, assessore alla Casa, e Mirko Coratti, presidente dell’Aula Giulio Cesare, entrambi dimissionari, entrambi indagati per corruzione aggravata. C’è Franco Figurelli, Capo Segreteria dell’Assemblea Capitolina, indagato per corruzione aggravata e illecito finanziamento. E ancora, il consigliere regionale Eugenio Patané per turbativa d’asta e illecito finanziamento. Il capogruppo di Forza Italia in Campidoglio Giovanni Quarzo per associazione di tipo mafioso, il consigliere regionale Pdl Luca Gramazio, indagato per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata e illecito finanziamento.“

LE REAZIONI

“Quello che emerge dalle indagini in queste ore fa letteralmente schifo. Un sistema di potere corrotto, denari ai politici e non solo.Vale come sempre la presunzione di innocenza per tutti. Ma vale anche l’auspicio che si faccia presto a fare i processi. Perchè abbiamo il diritto di sapere chi ha rubato”. Così Matteo Renzi nel commentare quanto sta emergendo dal caso denominato “Mafia capitale”, ovvero i collegamenti poco chiari tra affari e politica che hanno imperversato negli ultimi anni a Roma. Come prima risposta, il Premier Matteo Renzi ha commissariato il PD di Roma, al momento estraneo alle indagini anche se alcuni esponenti sembrano ne siano coinvolti, inviando Matteo Orfini. I tre esponenti del PD coinvolti, Ozzimo,Coratti e Patanè si sono autosospesi dal Pd. “Li ringrazio e gli auguro di riuscire a dimostrare la propria estraneità a questa storia». Lo annuncia su twitter Matteo Orfini, presidente del Partito Democratico e neo commissario del PD di Roma. Pressioni anche su altri deputati del Pd – tra cui Micaela Campana e Umberto Marroni – per ottenere un’interrogazione parlamentare sull’appalto su un centro rifugiati bloccato da un giudice del Tar del Lazio. Intanto ricordiamo, con la foto di seguito, che la Gabanelli aveva svolto un servizio denuncia su questa situazione.

gabanelli

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